Sabato 27 e domenica 28 giugno l’undicesima edizione tra musica popolare, tour del borgo, laboratori e identità
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La tradizione torna a riempire vicoli, piazze e luoghi identitari di Saracena. Sabato 27 e domenica 28 giugno il borgo ospiterà l’undicesima edizione della Festa della Tarantella Calabrese, evento promosso dall’associazione culturale À Pídə Fèrmə – Musica tradizionale popolare con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.
La manifestazione attraverserà il centro storico da Piazza XX Settembre a Piazza San Lio, confermando il paese del Moscato come uno dei luoghi in cui la cultura popolare diventa esperienza collettiva, promozione territoriale e occasione di comunità.
Russo: «Patrimonio vivente che diventa attrazione»
A presentare l’appuntamento è il sindaco Renzo Russo, che sottolinea il valore culturale e sociale della manifestazione.
Per il primo cittadino, la tradizione «non è memoria ferma», ma energia capace di tornare nelle piazze, far incontrare generazioni diverse e attrarre visitatori.
La Festa della Tarantella Calabrese, secondo Russo, rappresenta un esempio concreto di come il patrimonio immateriale possa essere vissuto e non soltanto custodito. Un evento capace di rafforzare il senso di appartenenza e, allo stesso tempo, di sostenere la promozione del centro storico.
Un evento che richiama migliaia di presenze
La manifestazione, come evidenzia l’organizzatore Angelo Alfano, è ormai un appuntamento riconoscibile nel panorama delle tradizioni popolari del Mezzogiorno.
Ogni anno richiama migliaia di presenze, con visitatori provenienti non solo dalla Calabria, ma anche da Puglia, Campania e dall’area reggina. Un movimento che riempie B&B, strutture ricettive e abitazioni private, generando ricadute anche sui territori vicini, da Castrovillari a Morano Calabro.
Il valore dell’evento, sottolinea il sindaco Russo, sta nella capacità di far fermare il viaggiatore. Non una presenza veloce, ma un’esperienza fatta di musica, ballo, convivialità, relazioni e scoperta del borgo.
Il programma di sabato 27 giugno
La giornata di sabato 27 giugno sarà dedicata alla musica popolare, con un programma che intreccia radici, linguaggi e provenienze diverse.
Saranno protagonisti i Jonica Popolare, gruppo salentino nato a Galatina e affermatosi attraverso la pizzica e la ricerca musicale contemporanea; Suoni Agropastorali, custodi della tradizione sonora della Valle del Sant’Agata, ai piedi dell’Aspromonte; À Paranza r’o Lione con Fiorenza Calogero, interpreti di tammurriata, canto e tradizione campana.
Spazio anche agli artisti di À Pídə Fèrmə, associazione nata a Saracena dalla passione per la tarantella e impegnata da anni nella promozione della cultura popolare.
Tour del borgo e laboratorio di danza
In entrambe le giornate sono previsti tour del borgo a cura dell’associazione Santa Maria del Gamio, pensati per accompagnare visitatori e partecipanti alla scoperta del centro storico e del patrimonio locale.
Tra i momenti formativi rientra anche il laboratorio di danza in stile Vallata del Sant’Agata, con il Conservatorio Grecanico Danza Tradizionale in Calabria 1992 “U Stegg”. Il laboratorio sarà dedicato alla tarantella calabrese e alla pratica della rota.
La manifestazione unirà così musica, danza, turismo, gastronomia e radici popolari, confermando una formula che negli anni ha trasformato una passione locale in un festival identitario.
À Pídə Fèrmə, da passione locale a progetto culturale
L’associazione À Pídə Fèrmə è nata a Saracena da un gruppo di amici appassionati di tarantella. Nel tempo ha trasformato quell’interesse condiviso in un progetto culturale capace di crescere, viaggiare e rappresentare il territorio anche fuori dalla Calabria, con esperienze in Italia e all’estero.
L’undicesima edizione della Festa della Tarantella Calabrese conferma la maturità di un percorso che mette insieme memoria, partecipazione e promozione autentica del borgo.
Per l’Amministrazione comunale, la sinergia tra istituzioni e associazioni nasce dalla consapevolezza che le tradizioni popolari non sono folclore minore, ma patrimonio immateriale vivo, da sostenere, custodire, raccontare e condividere.
«Il centro storico si rigenera anche così»
«Quando il centro storico torna a riempirsi di suoni, passi, voci e visitatori – conclude il sindaco Renzo Russo – non stiamo solo organizzando una festa. Stiamo dando forma a un’idea precisa di paese: una comunità che non conserva le tradizioni sotto vetro, ma le vive, le condivide e le trasforma in occasione di incontro, economia diffusa e promozione territoriale».
Per Russo, la Festa della Tarantella Calabrese è «identità che cammina, balla e genera futuro».

