L’assessore aveva parlato di risorse riprogrammate e di interventi finanziati attraverso strumenti alternativi. Ma nella risposta tecnica degli uffici regionali si legge che non sono state ancora trovate le nuove coperture
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La replica politica dice una cosa. Gli atti tecnici ne dicono un’altra. E nel mezzo resta la Casa della Salute di San Marco Argentano, attesa da anni, promessa più volte e ancora ferma dentro una vicenda amministrativa che continua a produrre più rassicurazioni che cantieri.
Dopo l’articolo di LaC News24 sul destino dei fondi destinati alla trasformazione degli ex ospedali di San Marco Argentano e Cariati in Case della Salute, l’assessore regionale Gianluca Minenna aveva smentito con forza sostenendo che non si trattasse di risorse perdute ma di fondi riprogrammati. «Non è stato perduto neanche un euro», aveva aggiunto Minenna, parlando di risorse riallocate per garantire la piena utilizzazione dei fondi disponibili.
Adesso, però, la risposta trasmessa dagli uffici regionali all’interrogazione del consigliere Ferdinando Laghi introduce un elemento decisivo. Perché il linguaggio tecnico utilizzato dal Dipartimento Infrastrutture è molto diverso da quello politico dell’assessore e smentisce in toto la sua versione.
La Regione risponde a Laghi: «San Marco Argentano, fondi ancora non individuati»
Come sappiamo, l’ex ospedale “Pasteur” di San Marco Argentano beneficiava di un importante finanziamento a valere sul POR 2014-2020, ma non avendo utilizzato le risorse in tempo l’Asp di Cosenza (che definì il progetto troppo complesso per contrattualizzare i lavori in tempi coerenti con quella programmazione) rinunciò ai fondi senza neanche produrre le schede necessarie per l’ammissione alla programmazione 2021/2027, proprio per il mancato avvio dell’opera.
Nella sua replica, l’assessore Minenna aveva parlato di risorse già riprogrammate e di strutture finanziate attraverso strumenti alternativi. La replica all’interrogazione di Ferdinando Laghi, invece, dice tutt’altro. Gli uffici, invece, scrivono che, non potendo più fruire delle somme stanziate dal POR Calabria FESR-FSE 2014/2020, «è in corso una valutazione per l’individuazione di eventuali fonti finanziarie alternative» su cui far gravare gli interventi.
Nella replica del dirigente di settore, l’ingegner Francesco Tarsia, viene scritto chiaramente che queste risorse non sono state ancora individuate: «Per l’intervento Casa della Salute di San Marco Argentano – spiega il dirigente - non è in atto una rimodulazione del finanziamento e l’atto convenzionale stipulato tra l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e la Regione Calabria Rep. n. 1207 del 08/07/2022 aveva validità al 31/12/2023, secondo i tempi di attuazione del programma POR Calabria FESR/FSE 2014/2020, la cui programmazione risulta conclusa e superata. Tuttavia si fa presente quanto riportato al punto precedente in quanto è in corso una valutazione per l’individuazione di fonti finanziarie alternative su cui far gravare detti interventi».
Quindi, sul vecchio POR nessuno spazio perché è concluso, sul nuovo nemmeno perché non sono state compilate le schede e soprattutto, a differenza di quanto affermato da Minenna, non è stata individuata nessuna fonte alternativa. E soprattutto, se gli uffici dicono il contrario, perché l’assessore Minenna dovrebbe spiegare perché ha affermato ufficialmente il 17 aprile che “ le Case della Salute di San Marco Argentano, Cariati, Mesoraca, Chiaravalle Centrale, Siderno e Scilla restano pienamente inserite nella programmazione regionale e risultano finanziate attraverso strumenti alternativi”.
Adesso, gli uffici dicono esattamente il contrario, mettendolo nero su bianco nella risposta scritta al consigliere Laghi: chi dice la verità? Sedici anni dopo la stagione della soppressione degli ospedali locali, San Marco Argentano resta ancora dentro lo stesso paradosso: troppe promesse al futuro, pochi atti capaci di dire con certezza quando e con quali soldi quelle Case della Salute diventeranno finalmente realtà.



