Il presidente della Commissione Sanità richiama il monitoraggio: nei tempi l’87,2% delle prime visite e l’85,4% degli esami diagnostici
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L’87,2% delle prime visite specialistiche e l’85,4% degli esami diagnostici erogati entro i tempi massimi di garanzia. Sono i dati sulla Calabria richiamati da Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità e attività sociali e formative del Consiglio regionale, nel commentare l’ultimo Bollettino nazionale di Agenas sulle liste d’attesa.
Secondo la lettura proposta da Brutto, il monitoraggio colloca la regione nella seconda fascia di merito, con percentuali comprese tra l’80% e l’89% per entrambe le tipologie di prestazioni.
«I dati pubblicati nell’ultimo Bollettino nazionale di Agenas sulle liste d’attesa attestano il posizionamento stabile della Calabria nella fascia medio-alta della classifica nazionale», afferma il presidente della commissione.
Prime visite, il confronto con la media italiana
Per le prime visite specialistiche, Brutto indica una quota dell’87,2% di prestazioni erogate entro i tempi massimi di garanzia, a fronte di una media nazionale del 78,6%.
Nel confronto riportato dal consigliere, la percentuale calabrese risulta superiore anche a quelle della Lombardia, indicata all’82,7%, del Piemonte, al 72,2%, e della Liguria, al 79,9%.
«Questo dato si posiziona non solo al di sopra della media italiana, ma supera anche la percentuale di regioni dal tessuto sanitario storicamente consolidato», sostiene Brutto, richiamando i risultati delle tre regioni.
Esami diagnostici, Calabria all’85,4%
Sul versante degli esami diagnostici, il valore citato per la Calabria è dell’85,4%, rispetto a una media italiana dell’85%.
Brutto descrive il risultato come «sostanzialmente in linea e leggermente superiore rispetto alla media nazionale». Nel raffronto con altre realtà del Centro-Sud richiama la Sicilia, al 72,3%, e la Sardegna, al 78%.
Le percentuali riguardano il rispetto dei tempi per le prestazioni considerate nel monitoraggio richiamato dal presidente della Commissione Sanità.
Il dato sulla classe P e l’appropriatezza prescrittiva
Un altro elemento evidenziato da Brutto è il ricorso alla classe di priorità P, «Programmabile», che indica come sceso al 66%.
Il consigliere interpreta questo andamento come «un primo segnale positivo sul fronte dell’appropriatezza prescrittiva» e lo inserisce nella propria valutazione sulla gestione delle liste d’attesa.
«Questi indicatori dimostrano che la gestione delle liste d’attesa sta tenendo il passo con gli standard richiesti, spingendoci a lavorare con ancora più determinazione», dichiara.
Brutto: consolidare un’assistenza omogenea in tutta la regione
Nel commentare i risultati, Brutto richiama l’uscita della Calabria dal commissariamento e la permanenza nel Piano di rientro. Il presidente della commissione collega inoltre i dati al percorso di rilancio della sanità che attribuisce all’azione del Governo Meloni, indicando come obiettivi il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e una maggiore tempestività delle risposte ai cittadini.
Lo stesso Brutto riconosce la necessità di ulteriori interventi per rendere più uniforme l’assistenza sul territorio regionale.
«C’è ancora strada da fare per consolidare un’assistenza omogenea e di alto livello in tutta la Calabria», afferma, annunciando l’impegno a valorizzare gli elementi di efficienza e a intervenire sugli ambiti che richiedono miglioramenti.

