Una telecamera di videosorveglianza ha ripreso due soggetti ritenuti dagli investigatori gli esecutori materiali dell’omicidio di Giuseppe Scorza, il trentaquattrenne assassinato alle 5.38 del 28 agosto 2026 a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio. È il principale elemento emerso nelle ore successive all’agguato compiuto all’interno dell’ufficio della Progitec, azienda impegnata nella pulizia e nella manutenzione del verde.

Il fascicolo è ora diretto dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Per gli inquirenti non vi sarebbero dubbi sulla matrice del delitto, ritenuto legato agli interessi delle cosche operanti nella Sibaritide

Le immagini dei due presunti esecutori

Le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza hanno consentito di individuare la presenza di due persone considerate dagli investigatori direttamente coinvolte nella fase esecutiva dell’omicidio.

L’azione si è consumata all’interno dell’ufficio della Progitec, in una traversa di via Fiume. Giuseppe Scorza e Renato Elia, titolare dell’azienda, si trovavano nel locale quando è scattato l’attacco. Il trentaquattrenne è morto sul posto.

Giuseppe Scorza era l’obiettivo dell’agguato

Secondo la ricostruzione maturata nelle prime ore d’indagine, l’obiettivo del commando era Giuseppe Scorza. Viene così superato uno dei dubbi iniziali, quando le informazioni disponibili non permettevano di stabilire se l’azione fosse stata diretta esclusivamente contro il trentaquattrenne oppure contro entrambi gli uomini presenti nell’ufficio.

La Dda considera l’omicidio inserito in un contesto mafioso riconducibile agli equilibri criminali della Sibaritide. Questa valutazione non consente ancora di attribuire il delitto a una specifica organizzazione né di definire gli interessi che avrebbero determinato l’esecuzione.

Renato Elia estraneo al contesto mafioso

Renato Elia è ritenuto estraneo al contesto criminale nel quale sarebbe maturato l’agguato. Per gli investigatori non era lui il bersaglio dell’azione.

Nonostante le gravi ferite riportate, Elia è riuscito a uscire dall’ufficio e a raggiungere un bar situato a circa quaranta metri, dove ha chiesto aiuto. Trasportato all’ospedale di Castrovillari, è stato sottoposto a un intervento chirurgico durante il quale gli è stata asportata la milza.

Le sue condizioni restano gravi, ma sono giudicate stabili.

La Dda assume la direzione delle indagini

Il passaggio del fascicolo alla Dda di Catanzaro segna un punto decisivo nell’inchiesta ora coordinata dal pubblico ministero Alessandro Riello. L’attenzione investigativa si concentra adesso sulla ricostruzione degli ultimi spostamenti di Scorza, sulle sue frequentazioni e sulle ragioni della sua presenza nell’ufficio della Progitec a quell’ora del mattino.

Dovranno essere ricostruite anche le fasi precedenti all’arrivo dei due presunti esecutori e la via utilizzata per lasciare Lauropoli dopo l’omicidio. 

Il padre assassinato nel 2022

Giuseppe Scorza era figlio di Maurizio Scorza, ucciso il 4 aprile 2022 insieme alla compagna Hanene Hedhli in contrada Gammellone, al confine tra i territori di Cassano allo Ionio e Castrovillari.

Il duplice omicidio di Maurizio Scorza e Hanene Hedhli è stato oggetto di una complessa inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro. Francesco Adduci è stato condannato in primo grado a 21 anni di reclusione. Nel febbraio 2025, invece, il Tribunale di Catanzaro ha annullato per assenza di gravità indiziaria l’ordinanza cautelare emessa nei confronti di Francesco Faillace.