La procura di Parma sollecita la condanna per duplice omicidio premeditato e soppressione di cadavere. In aula le dichiarazioni spontanee dell’imputata
Il 67enne ex collaboratore di TelePordenone fermato per omicidio volontario: decisive le telecamere. Trovata la spranga in un corso d’acqua, indagini su movente e dinamica
La 33enne uccisa a coltellate a Terno d’Isola nella notte tra 29 e 30 luglio 2024. Famiglia in lacrime, nessuna reazione dell’imputato. Difesa: «Faremo appello»
Il legale della famiglia: «La madre non fu informata che il cuore era danneggiato». In Procura con un’integrazione di querela e nuove contestazioni su cartella clinica e “ok cuore”
Il Tribunale conferma il no del gip alla misura richiesta dalla Dda di Catanzaro: indizi ritenuti insufficienti e riscontri non adeguati tra le dichiarazioni dei collaboratori
La Quarta Sezione censura la Corte d’appello di Catanzaro: nel giudizio per l’indennizzo non si possono “ricostruire” fatti già ritenuti non provati in assoluzione
Il padre era originario del Pollino: la comunità si stringe alla famiglia. Intanto il marito Claudio Carlomagno è stato trasferito in carcere. L’inchiesta è coordinata dal procuratore cosentino Alberto Liguori
Accolta, in sede di udienza di convalida del fermo, la richiesta presentata dall’avvocato Amabile Cuscino, difensore dell’indagato. Il giudice per le indagini preliminari nei prossimi giorni nominerà un perito
Franco De Grandis, attualmente in carcere, avrebbe sparato dall’ultimo piano della palazzina in cui vive, utilizzando forse una pistola calibro 7,65. Domani l’interrogatorio per la convalida del fermo
Decreto di fermo per Franco De Grandis, residente all’ultimo piano dello stabile. In caserma per ulteriori accertamenti anche la moglie del presunto autore del delitto del pizzaiolo 48enne
Depositate le motivazioni della prima sezione penale della Cassazione che ha confermato la solidità del quadro indiziario nei confronti del presunto autore dell’efferato delitto di mafia
Il 21 luglio 2004 i sicari scambiarono l’operaio di Paola per Giuliano Serpa, boss dell’omonimo clan all’epoca impegnato in una faida sanguinosa con il gruppo Martello