Tre operai morti in poche ore in Calabria. Prima il 46enne precipitato da un ponteggio ad Anoia, poi il decesso di un operaio 53enne a Francavilla Angitola e infine, questa mattina, la morte di un giovane operaio di 23 anni impegnato nell’allestimento di un lido a Paola.

Una scia di tragedie che ha spinto la FenealUil Calabria a intervenire duramente sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

«Ogni incidente mortale rappresenta una sconfitta per la società, per le istituzioni e per il mondo del lavoro tutto. È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire lavorando» afferma Giacomo Maccarone, segretario generale della FenealUil Calabria.

Il sindacato chiede controlli più capillari, maggiore formazione e un rafforzamento della prevenzione, soprattutto nel comparto dell’edilizia, indicato come il settore più esposto.

«Come FenealUil chiediamo da tempo un rafforzamento dell’organo ispettivo affinché possa vigilare con attenzione sulla reale applicazione delle norme sulla sicurezza» sottolinea Maccarone. «Chiediamo inoltre l’istituzione di un organismo specifico per il controllo dei cantieri nel settore edile, che continua a essere quello maggiormente colpito da questi eventi tragici».

Durissima anche la conclusione del sindacalista: «Non possiamo più parlare di fatalità, non possiamo più parlare di incidenti: questi sono veri e propri omicidi. Per questo chiediamo l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, affinché si possa raggiungere il risultato di zero morti sul lavoro».