Il 9 e 10 maggio il comune dell’Alto Ionio cosentino dedica due giornate al celebre agrume con la straordinaria partecipazione dello Chef narrante Emilio Pompeo
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Dimenticate le solite arance tristi del supermercato. A Trebisacce la questione è seria perchè il Biondo non è solo un frutto, è una star, un’icona, praticamente un cittadino onorario con tanto di pedigree. Il 9 e 10 maggio, l’Alto Jonio calabrese si prepara a srotolare il tappeto rosso per la XIV edizione della Festa del Biondo. Si parte col botto sabato pomeriggio in via A. Lutri, alle 18:00, mentre le majorette volteggiano e il “Gruppo Folk Città di Amendolara” scatena l’orgoglio locale, si aprono ufficialmente le danze. Non è solo una festa, è un’invasione di profumi.
Gli stand enogastronomici inizieranno a sfornare delizie, mentre i bambini avranno il loro bel da fare nelle aree gioco. Ma il vero pezzo forte? Lo show cooking di Emilio Pompeo. Non chiamatelo solo chef, lui è Chef Narrante che cucinerà un piatto mentre racconta storie che faranno amare il Biondo tardivo più dello smartphone. E per chiudere, musica live, perché un’arancia senza ritmo è solo un frutto senza anima.
La domenica mattina una bella camminata con lo storico Pino Genise a spasso tra le vigne partendo dal Parco la Cava. Un’agropasseggiata che è un mix tra una lezione di storia e una boccata di ossigeno puro, alla scoperta di radici che affondano nel terreno da secoli. Nel pomeriggio ci si sposta sul lungomare, in Piazza Anfiteatro con i presìdi Slow Food e una sfida all’ultimo cucchiaio dove le gelaterie Barbarossa e Meraviglie di Mena mostreranno come trasformare l’arancia in un capolavoro sottozero. Dopo un pò di teoria nel convegno delle 19:00 (dove si parlerà di futuro, innovazione e territorio con i big del settore), arriverà il gran finale. La maestra cuoca Giovanna Ruo Berchera, insieme ai ragazzi del Polo Aletti, salirà in cattedra per l’ultimo, spettacolare show cooking. Insomma, tra un morso, un ballo e un brindisi, Trebisacce dimostra che il Biondo non è solo un’arancia tardiva, ma il cuore pulsante di una terra che sa come farsi amare.

