Dopo la sentenza del TAR Calabria sul contenzioso tra il Consorzio Valle Crati e il Comune di Carolei, arriva la replica del sindaco Francesco Iannucci, che contesta la lettura data dal presidente del Consorzio Maximiliano Granata.

«La sentenza del Tar ha semplicemente dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario, dinanzi al quale il processo può essere proseguito» precisa Iannucci, sottolineando come «non esista alcuna soccombenza del Comune di Carolei, tant’è che le spese sono state compensate».

Il sindaco richiama inoltre la sentenza n. 1256/2025 del Tribunale ordinario di Cosenza, pronunciata dal giudice Antonio Giovanni Provazza, che aveva dichiarato l’illegittimità della deliberazione del Cda del Consorzio Valle Crati del 7 febbraio 2024. Decisione successivamente impugnata in appello dal Consorzio stesso.

Iannucci attacca direttamente Granata: «Le manifestazioni di gioia da parte del presidente del Consorzio non rappresentano una vittoria, ma un gesto di disperata sopravvivenza politica». E aggiunge: «Il paradosso è che il difetto di competenza è stato eccepito dallo stesso Consorzio sia davanti al Tar sia davanti al giudice ordinario, quasi a sostenere che nessun tribunale sia competente sulla questione».

Secondo il primo cittadino di Carolei, la situazione starebbe producendo uno stallo amministrativo che avrebbe ripercussioni anche sulla gestione dei finanziamenti destinati alla rete fognaria e depurativa. «Il Consorzio Valle Crati non ha mai portato avanti il finanziamento CIPE da oltre 60 milioni di euro per collettare le zone ancora non servite. Oggi quelle somme non bastano più e la Regione Calabria ha chiesto una rimodulazione dei fondi per il solo ammodernamento dell’impianto di Coda di Volpe».

Iannucci rivendica invece il percorso autonomo intrapreso dal Comune di Carolei: «Nel frattempo il nostro Comune si è staccato dal finanziamento Valle Crati e ha ottenuto un finanziamento regionale da oltre 5 milioni di euro per collettare l’intero territorio. Un risultato reso necessario proprio dall’inerzia del Consorzio».