In Italia sono state registrate nel 2025 249 morti per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, il 7,8% in più rispetto alle 231 dell’anno precedente. Per la prima volta la cocaina risulta più frequentemente coinvolta dell’eroina nei decessi rilevati dalle forze di polizia.

I dati emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, riferita alle informazioni raccolte nel 2025.

A rilanciarli, in vista della Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle overdose del 31 agosto, è l’Associazione Luca Coscioni, che torna a sollecitare il Governo affinché rafforzi le politiche di prevenzione e riduzione del danno.

Diciotto vittime in più rispetto al 2024

Il dato comprende i decessi per intossicazione acuta rilevati dalle forze di polizia su base indiziaria. Non coincide, quindi, con l’insieme più ampio delle morti nelle quali le sostanze stupefacenti possono avere avuto un ruolo diretto o indiretto.

Il numero delle vittime è passato da 231 a 249 in un anno. Pur registrando un incremento, la Relazione considera il dato sostanzialmente in continuità con quello dell’ultimo triennio. Nel lungo periodo, invece, il numero dei decessi resta molto inferiore ai livelli raggiunti fino agli anni Novanta.

Dall’inizio delle rilevazioni, nel 1973, sono state contate complessivamente 27.456 morti per intossicazione acuta da stupefacenti.

Cocaina nel 33% dei decessi, eroina nel 30%

Nel 2025 la cocaina è stata associata al 33% delle intossicazioni acute letali, superando l’eroina, indicata nel 30% dei casi. Il metadone è stato coinvolto nell’8,8% dei decessi, il crack nell’1,6% e le sostanze sintetiche nell’1,2%.

Nel 24% dei casi la sostanza non è stata specificata. Il dato impone quindi cautela nella lettura complessiva, ma conferma una trasformazione progressiva del fenomeno: l’eroina ha ridotto negli anni il proprio peso relativo, mentre quello della cocaina è cresciuto.

Il rapporto segnala anche l’importanza del policonsumo. In una parte delle intossicazioni la morte è stata ricondotta agli effetti combinati di due o più sostanze.

L’età media delle vittime sale a 43 anni

L’84% dei decessi ha riguardato uomini. Il 64% delle vittime aveva tra 35 e 54 anni, mentre le persone con meno di 29 anni hanno rappresentato l’11% dei casi.

L’età media è salita dai 36 anni registrati nel 2010 ai 43 anni del 2025. L’incremento è risultato più marcato tra gli uomini, per i quali la media ha raggiunto i 44 anni, rispetto ai 40 anni rilevati tra le donne.

Sul piano territoriale, i tassi più elevati sono stati registrati nel Centro Italia, con 9,4 decessi per milione di abitanti, e nel Nord-Est, con 8. Seguono le isole con 6,7 casi per milione, mentre i valori risultano più contenuti nel Nord-Ovest e nelle regioni meridionali.

L’appello sulla disponibilità del naloxone

Secondo l’Associazione Luca Coscioni, una delle criticità è rappresentata dalla disponibilità non uniforme del naloxone sul territorio nazionale.

Il farmaco può contrastare gli effetti di un’overdose da oppioidi quando viene somministrato tempestivamente. Come chiarisce anche l’Organizzazione mondiale della sanità, non agisce invece sulle intossicazioni provocate esclusivamente dalla cocaina o da altre sostanze non oppioidi.

L’associazione chiede di finanziare interventi strutturali per la riduzione del danno, migliorare l’accesso agli strumenti di emergenza e rafforzare l’informazione sui rischi legati all’assunzione e al consumo combinato di più sostanze.