È ripreso a Cosenza il processo “Lockdown”, scaturito dall’indagine antidroga della Procura di Cosenza su un gruppo di presunti pusher che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe rifornito in modo capillare la città dei bruzi e altri centri della provincia. Il procedimento nasce come filone collegato all’inchiesta “Recovery”, il maxi fronte investigativo sulla criminalità cosentina, nell’ambito del quale viene contestata una sospetta associazione a delinquere riconducibile al clan degli “italiani”, ritenuto capeggiato dal boss Francesco Patitucci.

In aula sono stati escussi due testimoni. L’esame dibattimentale è stato condotto dal pubblico ministero Domenico Frascino. Nel primo caso, un assuntore – al quale sono state contestate diverse dichiarazioni, messe a confronto con quanto riportato nel verbale di sommarie informazioni – ha riferito di essersi rifornito in più zone della città, da via Popilia a Cosenza Vecchia, fino all’Autostazione. Alla domanda su chi cedesse la droga, ha risposto: «Italiani, marocchini e nigeriani». Un passaggio che, se dovesse trovare riscontri probatori nel processo, si collegherebbe su scenari già emersi in altri procedimenti.

Il secondo testimone, invece, ha sostenuto di non aver mai reso dichiarazioni ai carabinieri: «Mi hanno fatto firmare un verbale». Nonostante la posizione del teste, il magistrato ha proseguito l’esame, sottoponendogli anche un album fotografico.

I dettagli dell’inchiesta “Lockdown”

Secondo la ricostruzione investigativa, l’inchiesta avrebbe documentato un traffico di droga diffuso e strutturato, con disponibilità di cocaina, eroina, marijuana e hashish. Gli imputati, nell’ipotesi accusatoria, avrebbero gestito una rete di spaccio attiva non solo a Cosenza, ma anche in altre aree della provincia, con il coinvolgimento di alcuni cittadini stranieri stabilmente operanti sul territorio.

Le attività d’indagine avrebbero ricostruito oltre 400 episodi di cessione di sostanze stupefacenti e raccolto le dichiarazioni di circa 300 consumatori, ritenute utili a rafforzare il quadro accusatorio. Tra gli episodi citati negli atti viene richiamato anche quello di una donna finita agli arresti domiciliari, che – secondo la contestazione – si sarebbe occupata di procurare droga per il figlio, impossibilitato a muoversi per una misura restrittiva legata a un’altra vicenda giudiziaria.

Armi, intimidazioni e violenza

Sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni indagati – confidando nella disponibilità di armi da fuoco – avrebbero messo in atto intimidazioni nei confronti di clienti per ottenere il pagamento delle somme dovute per la droga ricevuta. Nel fascicolo vengono inoltre richiamati due tentativi di omicidio, consumati in luoghi pubblici e ricondotti, nella prospettazione accusatoria, a dissidi personali. La Procura ipotizza che gli episodi abbiano coinvolto anche coltelli e altre armi improprie, in un contesto ritenuto segnato da tensioni e violenza. 

Gli imputati

Nel procedimento figurano: Giuseppa Algieri, Khalil Nader, Daniele Perri, Abderrahman El Ouafi, Nabil Salym, Pietro Alessio, Samir Costache, Maurizio Altavilla, Christian Francesco Ruffolo, Mohamed Ben Hassen, Francesco Gagliardi, Carlo Gagliardi, Cosimo Manzo, Giovanni Benvenuto, Lorenzo Nicoletti, Vittorio Imbrogno, Giuseppe Muto, Aristide Constant Bandjing Bossomo, Rosario Giuseppe Garofalo, Francesco Paco Critelli, Enzo Bertocco, William Zupo, Fausto Guzzo Foliaro Corleone, Angelo Mancuso, Italo Garrafa, Riccardo Mignolo, Pietro Paolo Mignolo, Amedeo Pirri, Andrea Iuele, Enrico Toscano, Daniel Giordano, Giuseppe De Bartolo, Sandro Maestro, Danilo Stancati, Andrea Gaudio, Alessandro Cinerari, Antonio Ippolito De Rose, Cristian Francesco Sacco.

Le difese

Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Antonio Spataro, Eugenio Spadafora, Guido Costantino, Marco Caraffa, Angela D’Elia, Sergio Sangiovanni, Salvatore Rauso, Antonio Bove, Riccardo Maria Panno, Vittoria Bossio, Antonio Quintieri, Natale Occhiuto, Giorgio Loccisano, Luca Acciardi, Francesco Vetere, Domenico Bove, Giuseppe De Marco, Natasha Gardi, Pietro Sammarco, Mariarosa Bugliari, Antonio Petrone, Francesco Chiaia, Chiara Penna, Giuseppe Lanzino, Domenico Caputo, Alessandro Conforti, Antonella Mastroianni, Osvaldo Rocca, Maurizio Nucci, Angelo Pugliese, Gianpiero Calabrese, Piergiuseppe Cutrì, Giovanni Maria Cirio, Andrea Sarro, Angela Caputo, Mario Scarcello, Mario Scarpelli, Francesco Santelli e Raffaele Rigoli.