Passa all’unanimità nel pubblico consesso una mozione che darà modo a Caruso di stoppare Guarascio per la prossima stagione. Applausi in sala
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Il presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli, il sindaco di Cosenza Franz Caruso e il presidente del Consiglio Comunale di Cosenza Giuseppe Mazzuca
Un consiglio comunale aperto, partecipato, con la Digos a supervisionare che nessuno trascendesse. La montagna ha prodotto qualcosa. Non il classico topolino, ma qualcosa che impegna in modo ufficiale Palazzo dei Bruzi: non concedere il nulla osta per la stagione 2026-2027 al Cosenza Calcio qualora persistano le criticità sociali. Per la precisione una mozione della maggioranza, con quanto sopra richiesto da tutti i consiglieri anche di minoranza, che dà mandato agli uffici, tra le altre cose, di verificare se si possa in qualche modo recidere il cordone con la proprietà del massimo sodalizio sportivo della provincia.
Altra notizia degna di nota, inoltre, è che dal Comune nei giorni scorsi é partita una lettera di diffida infuocata verso la dirigenza dei Lupi. Firmata dalla dirigente di settore, ha visto l’immediata risposta di uno studio notarile di Roma con altrettanta fermezza giuridica. Il braccio di ferro potrebbe essere appena partito. Ne abbiamo parlato già in un precedente articolo.
La mozione approvata dal Consiglio Comunale di Cosenza
Nel documento di maggioranza che ha ricevuto il semaforo verde dell’assise, si fa riferimento agli imminenti lavori di restyling dello stadio per circa 7 milioni di euro. «Tale sopravvenienza amministrativa e programmatoria - fa sapere il Consiglio - incide direttamente sull’assetto funzionale e gestionale dell’impianto concesso, in quanto l’esecuzione di un rilevante intervento pubblico di riqualificazione dell’intero stadio e delle relative pertinenze può rendere necessario il riesame del permanere del rapporto concessorio in essere nei termini originariamente definiti, anche al fine di assicurare il pieno perseguimento dell’interesse pubblico, il corretto coordinamento tra concessione, progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, nonché la piena disponibilità dell’impianto e delle aree interessate dagli interventi».
Il Consiglio comunale di Cosenza, che non può revocare direttamente la convenzione, «impegna il sindaco e la giunta e impartisce il seguente atto di indirizzo al dirigente di settore:
di procedere, con la massima urgenza, alla puntuale ricognizione dei canoni concessori dovuti dalla società Cosenza Calcio S.r.l. in relazione alla convenzione sottoscritta il 10 agosto 2023, con riferimento all’annualità 2023 e alle annualità successive, accertando:
- gli importi maturati;
- gli eventuali importi suscettibili di legittimo scomputo sulla base di atti espressi dell’Amministrazione;
- le somme residue da richiedere o recuperare;
- di richiedere formalmente alla società concessionaria il pagamento dei canoni concessori dovuti per le annualità 2023 e seguenti, per la parte non validamente compensata o comunque non assistita da idoneo titolo amministrativo e tecnico- contabile;
- di escludere, in sede di ricognizione e richiesta, ogni automatismo compensativo fondato su dichiarazioni unilaterali della società, limitando l’eventuale scomputo ai soli importi espressamente riconosciuti dall’Amministrazione in conformità alla convenzione e agli atti dirigenziali già adottati;
- di verificare, con il supporto dell’Avvocatura comunale e dei competenti uffici tecnici e finanziari, se la condotta della concessionaria integri inadempimento rilevante agli obblighi convenzionali, con particolare riferimento:
- al mancato o ritardato pagamento dei canoni;
- alla mancata o incompleta trasmissione della documentazione finale richiesta;
- all’eventuale esecuzione di opere non previamente autorizzate ai fini dello scomputo;
- ad ogni ulteriore violazione delle previsioni convenzionali;
- di avviare, ove ne ricorrano i presupposti all’esito dell’istruttoria, il procedimento finalizzato: a) alla risoluzione della convenzione per inadempimento, con particolare riferimento al mancato o ritardato pagamento dei canoni concessori, alla mancata produzione della documentazione richiesta, all’eventuale esecuzione di interventi non previamente autorizzati ai fini dello scomputo e ad ogni altra violazione delle obbligazioni convenzionali; b) e/o alla revoca della convenzione per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, da individuarsi anche nella sopravvenuta attuazione dell’intervento pubblico di riqualificazione dello stadio comunale San Vito – G. Marulla e delle relative aree di pertinenza, già appaltato dall’Amministrazione comunale nell’ambito della Programmazione FSC 2021-2027, ove tale nuovo assetto programmatorio, progettuale ed esecutivo risulti incompatibile o non coerente con la prosecuzione del rapporto concessorio alle condizioni originariamente previste - Si stabilisce fin da subito, qualora il clima sociale permane uguale, ovvero non vi siano evoluzioni societarie e/o il clima di conflitto dovesse permanere tale, a non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio per la stagione sportiva».
Il dibattito in Comune sul Cosenza Calcio e la concessione del Marulla
Fatto sta che l’argomento Cosenza Calcio ha tenuto banco questo pomeriggio a Palazzo dei Bruzi, dove l’Amministrazione targata Franz Caruso ha raccolto per l’ennesima volta le sollecitazioni provenienti da parte della stragrande maggioranza della tifoseria rossoblù. La discussione ha prodotto l’impegno di un’azione netta da parte della squadra di governo del sindaco nel porre seriamente in discussione la concessione dello stadio San Vito-Gigi Marulla al sodalizio presieduto da Eugenio Guarascio, la cui amministratrice unica è Rita Scalise.
Nelle settimane che hanno anteceduto il pubblico consesso i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno ritirato dai dirigenti di settore le carte su cui era messo nero su bianco l’accordo tra le parti. Ognuno ha potuto farsene un’idea, anche i tifosi che ne sono venuti in possesso. Garritano della Curva Nord ha chiarito la posizione della piazza: «Non ci interessa alcun calcolo, dovete trovare il modo di restituirci il Marulla-San Vito senza questa proprietà. L’impegno che vogliamo sentire oggi - ha rimarcato - è che diciate che non concederete il nulla osta per l’iscrizione. Viceversa, con Guarascio ancora al timone avrete tradito la città che amministrate».
Parole ribadite anche dal rappresentante della Curva Sud, da Antonio Domma del Centro Coordinamento Club, da Antonello Aprile dell’associazione Cosenza nel Cuore e da Giuseppe Giorno, coordinatore provinciale del M5S presente nelle vesti di ultrà.
Tra i consiglieri hanno preso la parola Giuseppe D’Ippolito (FdI), Francesco Caruso e Michelangelo Spataro (Forza Italia), Ivan Commodaro e Giuseppe Ciacco (Franz Caruso Sindaco), Francesco Graziadio, Francesco Alimena e Gianfranco Tino (Pd), Antonello Costanzo (PSI «revocare subito la convenzione»), Bianca Rende («Club tiene in scacco la città, non può essere distinto dalla scarsa qualità del servizio della raccolta spazzatura»). Nota a margine di colore. Il consigliere D’Ippolito ha reso pubblici dei dati: «Lo store di via Arabia non ha pagato dal 2019 la spazzatura per 19mila euro. Curioso che siano proprio loro in difetto su questa tassa…».
Caruso: «Nessuna connivenza con Guarascio, da sempre»
«Non ho bisogno di schierarmi stasera, perché l’ho fatto da subito dalla parte dei tifosi e contro questa dirigenza. Respingo con sdegno le accuse di inerzia e connivenza, che non mi sono appartenute, con una persona a cui ho dimostrato in passato ostilità personale, sportiva, politica e istituzionale. Io ho trovato Guarascio presidente e gestore dell’azienda di racconta dei rifiuti, messo lì da altri. Noi non possiamo incidente nelle scelte del Cosenza Calcio, società di capitale. Tuttavia non è un’industria, ma è un patrimonio di un’intera provincia su cui ci si può esprimere politicamente».


