Un patteggiamento e quattro proscioglimenti nell’inchiesta sulla spendita di buoni pasto elettronici destinati al personale della Direzione regionale Musei Calabria. Ugo Petramala ha patteggiato, mentre per Maristella Perrotta, Vincenza Pia Perrotta, Francesco Pietramala e Maria Gabriella Parise è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere.

Il proscioglimento dei quattro imputati è stato disposto il 28 ottobre 2026 dalla giudice del Tribunale di Cosenza Francesca De Vuono, in funzione di gup. Nel dispositivo, la magistrata richiama l’articolo 425, comma 3, del codice di procedura penale e dichiara che non sussiste, «in base agli elementi acquisiti, una ragionevole previsione di condanna». Per il deposito delle motivazioni è stato indicato un termine di novanta giorni.

Il proscioglimento in udienza preliminare

Le contestazioni formulate nei confronti dei quattro imputati riguardavano, secondo le rispettive posizioni, la ricettazione e il concorso nell’indebito utilizzo delle tessere elettroniche. Accuse per le quali la gup ha escluso che gli elementi acquisiti consentissero di formulare una ragionevole previsione di condanna, pronunciando quindi il non luogo a procedere.

Maristella Perrotta, Vincenza Pia Perrotta e Francesco Pietramala risultano assistiti dagli avvocati Franco Sammarco e Anna Spada. Per Maria Gabriella Parise, negli atti figurano gli avvocati Francesco Gelsomino e Francesco Fiorentino.

L’inchiesta sugli accrediti dei ticket

Al centro del procedimento c’era la gestione dei buoni pasto elettronici della Direzione regionale Musei Calabria del Ministero della Cultura.

Secondo la ricostruzione contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio, Ugo Petramala, nella qualità di funzionario amministrativo contabile incaricato dell’approvvigionamento dei ticket, avrebbe inserito nelle richieste anche nominativi di dipendenti che non avevano diritto al beneficio.

La Procura contestava la formazione di quattro richieste contenenti attestazioni non veritiere e l’accredito sulle schede elettroniche di buoni per un valore complessivo di 42.651 euro, con un corrispondente danno ipotizzato per il Ministero.

Le contestazioni agli altri quattro imputati

Alle due Perrotta, a Francesco Pietramala e a Maria Gabriella Parise veniva contestata, secondo le rispettive posizioni, la ricezione delle tessere caricate con importi che l’accusa riteneva di provenienza delittuosa e il loro utilizzo per effettuare acquisti in diversi esercizi commerciali.

A sostegno delle contestazioni, la Procura aveva riportato negli atti prospetti con le schede elettroniche, le date delle operazioni, il numero dei buoni utilizzati e gli importi spesi.

Per queste quattro posizioni, tuttavia, il procedimento si è fermato all’udienza preliminare con il proscioglimento. Le motivazioni della sentenza chiariranno le ragioni specifiche per le quali la giudice ha ritenuto che gli elementi acquisiti non consentissero una ragionevole previsione di condanna.