Dopo dieci giornate di campionato nel girone I di Serie D, la vera rivelazione di questo avio di stagione ha un nome chiaro: il Praiatortora. Tornata in quarta serie dopo circa quarant'anni, la compagine tirrenica sta disputando un torneo da protagonista assoluta. Con 18 punti conquistati e il quinto posto in classifica, i biancazzurri guidati in panchina da mister Salvatore Viscardi occupano in pianta stabile la zona playoff, dando filo da torcere anche alle piazze più blasonate del girone.
A guidare questa favola c'è un volto simbolo del territorio: il capitano Angelo Petrone, cresciuto con questi colori addosso e protagonista di una scalata entusiasmante. Intervistato ai microfoni di LaC News24, l'attaccante ha tracciato il bilancio di un avvio di stagione straordinario ma figlio del duro lavoro.

«Risultati frutto del lavoro. Società e staff ci fanno sentire importanti»

Il capitano ha sottolineato il valore del percorso svolto fin dai primi giorni di ritiro estivo, evidenziando il forte legame tra gruppo, guida tecnica e dirigenza: «Sicuramente era importante partire bene e noi lo abbiamo fatto, anche perché stiamo lavorando incessantemente dal 24 luglio e questi risultati non sono frutto del caso. Sappiamo che la strada è lunga e sappiamo quanto sia difficile, ma dobbiamo continuare così. A tal proposito devo ringraziare staff e società perché ci fanno davvero sentire giocatori importanti».
Sui numeri collezionati nelle prime dieci uscite, Petrone ammette con trasparenza la sorpresa per una classifica così importante, senza però ridimensionare la forza del gruppo: «Se qualcuno mi avesse detto che dopo dieci partite saremmo stati al quinto posto, avrei pensato fosse pazzo. Mi aspettavo però di partire bene nel complesso, perché conoscevo il valore della rosa e dello staff tecnico, quindi posso tranquillamente dire che il quinto posto non è un caso».

Dalla Prima Categoria alla Serie D: le emozioni del capitano

Per Petrone questo avvio di campionato ha un sapore speciale. È il coronamento di un viaggio lungo sette anni, iniziato nel 2019 nei campi della Prima Categoria e culminato con la conquista della Serie D nella squadra del proprio paese: «A livello personale sono contento perché sto facendo bene e sono felice di aver portato la squadra del mio paese a misurarsi con piazze blasonate come Reggina, Trapani, Vibonese e via dicendo. Inoltre per me che sono cresciuto qui e ho iniziato dalla Prima Categoria, le emozioni valgono doppie. Quindi faccio un plauso a me stesso per la determinazione».

La punizione contro la Vibonese e il gol "morale"

Autore finora di due reti stagionali, l'attaccante guarda con un pizzico di rammarico alla perla balistica sfoderata contro la Vibonese — una punizione dai trenta metri dritta all'incrocio dei pali — annullata dal direttore di gara per il mancato rispetto della distanza minima (un metro) dalla barriera avversaria, come previsto dalle nuove regole: «Dispiace perché sarebbe stato il primo gol in Serie D, peraltro contro una grande squadra. L'arbitro però ci ha spiegato il motivo, ovvero il nuovo regolamento che prevede che i nostri giocatori devono stare almeno a un metro dalla barriera avversaria. Dispiace per il gran gol, ma lo sento ugualmente mio».