Lo sport come linguaggio comune, capace di unire persone, storie e culture diverse. A Vaccarizzo Albanese “Vakarici”, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, nasce il torneo sportivo interculturale “Una squadra, tante storie”, in programma martedì 23 giugno, alle ore 17, al campo sportivo Giovanni Tocci.

L’iniziativa parte da un’idea semplice e concreta: le comunità più forti non sono quelle che cancellano le differenze, ma quelle che riescono a trasformarle in occasione di incontro. Il calcio diventa così uno spazio di relazione, partecipazione e inclusione.

A Vakarici il torneo “Una squadra, tante storie”

Il torneo è promosso dal Progetto SAI del Comune di Vaccarizzo Albanese e dalla Futsal Vakarici, con il coinvolgimento dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo ETS, delle realtà associative del territorio, dei volontari e degli operatori impegnati nei percorsi di accoglienza e integrazione.

L’obiettivo è favorire l’incontro tra la comunità locale e i beneficiari del progetto SAI, valorizzando lo sport come strumento di inclusione sociale, dialogo interculturale e cittadinanza attiva.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il sindaco Antonio Pomillo, che richiama il significato più profondo dell’accoglienza.

«L’accoglienza non si misura soltanto nei servizi offerti, ma nella capacità di creare occasioni autentiche di incontro tra persone, storie e culture diverse», evidenzia il primo cittadino.

Pomillo: «Lo sport supera le barriere culturali»

Per Pomillo, lo sport continua a dimostrare di essere uno degli strumenti più efficaci per costruire relazioni e superare distanze culturali.

Il torneo interculturale nasce infatti per trasformare il campo da gioco in un luogo di conoscenza reciproca. Non solo una competizione, ma un’esperienza condivisa in cui ciascuno possa sentirsi parte della stessa comunità.

Le squadre saranno composte da beneficiari del progetto SAI, atleti della Futsal Vakarici, giovani del territorio, volontari e rappresentanti delle associazioni locali. La scelta di creare gruppi eterogenei punta a favorire il rispetto, rafforzare il senso di appartenenza e dimostrare che le differenze possono diventare una risorsa.

Squadre miste per costruire comunità

Più che il risultato sportivo, conterà il valore dell’incontro. Le squadre miste rappresentano il cuore dell’iniziativa: mettere insieme persone con percorsi diversi, accomunate dalla stessa voglia di partecipare e condividere.

Il calcio, in questo contesto, diventa una lingua accessibile a tutti. Un modo immediato per rompere diffidenze, creare legami e costruire fiducia. Ogni passaggio, ogni azione e ogni momento vissuto in campo contribuiscono a rafforzare un messaggio: nessuna storia è estranea quando una comunità decide di ascoltarla.

“La Valigia delle Storie”, identità e memoria diventano dialogo

Accanto al torneo prenderà forma anche il laboratorio interculturale “La Valigia delle Storie”, pensato per coinvolgere beneficiari del SAI, studenti, giovani e cittadini in un percorso creativo dedicato ai temi del viaggio, dell’identità, della memoria e dell’accoglienza.

Attraverso racconti, immagini, fotografie, parole e oggetti simbolici, ogni partecipante sarà chiamato a rappresentare la propria storia personale. Il risultato sarà una mostra collettiva dedicata al valore dell’incontro tra culture diverse.

Il laboratorio aggiunge alla giornata una dimensione narrativa e partecipativa. Ogni valigia diventa simbolicamente un contenitore di esperienze, ricordi e speranze. Un modo per dire che dietro ogni percorso migratorio ci sono volti, nomi e vite da conoscere.

Dopo il fischio finale, spazio ai sapori interculturali

La giornata si concluderà con un buffet interculturale preparato dai beneficiari del progetto, dai volontari e dai partecipanti all’iniziativa.

Il momento conviviale sarà dedicato alla valorizzazione delle diverse tradizioni gastronomiche presenti sul territorio. Anche il cibo diventerà così uno strumento di dialogo, conoscenza e condivisione.

A Vakarici, sport, racconti e sapori si incontrano dentro una stessa idea di comunità: aperta, inclusiva e capace di riconoscere il valore di ogni persona.