Un sacerdote capace di unire la riflessione intellettuale all’impegno sociale, mantenendo sempre aperto il confronto con i giovani e con le trasformazioni della società. È il profilo di monsignor Mario Merenda tracciato da Bianca Rende, consigliera comunale di Cosenza, nel messaggio diffuso dopo la sua scomparsa.

Nel ricordo della rappresentante istituzionale emergono il rapporto con il mondo del volontariato, l’attenzione ai cambiamenti attraversati dalla Chiesa dopo il Concilio promosso da Giovanni XXIII e la disponibilità verso quanti cercavano ascolto e sostegno.

«Con la scomparsa di mons. Mario Merenda la Chiesa cosentina perde l’icona di un prete intellettuale attento al sociale, al volontariato e alle trasformazioni seguite al Concilio di Giovanni XXIII», afferma Bianca Rende.

Il legame con monsignor Enea Selis

La consigliera comunale richiama, in particolare, il rapporto tra Merenda e monsignor Enea Selis. Una vicinanza maturata durante alcuni passaggi delicati della vita della Chiesa locale e proseguita anche dopo il ritiro di Selis in Vaticano.

«In particolare, il suo ricordo è legato a quello affine dell’indimenticabile mons. Enea Selis, che lo ha voluto vicino in alcuni passaggi delicati della Chiesa locale, anche quando si recavano insieme a Roma».

Il rapporto tra i due sarebbe continuato anche negli anni successivi, attraverso incontri successivamente ricordati in una pubblicazione.

«Dopo il suo ritiro in Vaticano continuarono gli incontri ricordati in una pregevole pubblicazione», sottolinea Rende.

Un punto di riferimento per i giovani

Uno degli aspetti maggiormente evidenziati è la disponibilità al dialogo mostrata da monsignor Merenda. Il sacerdote aveva scelto persino di rendere pubblico il proprio numero di telefono, offrendo un contatto diretto a chi avesse bisogno di ascolto.

Una presenza che, secondo Bianca Rende, aveva assunto un valore particolare per le giovani generazioni.

«Mons. Merenda era talmente aperto al dialogo da rendere pubblico il suo telefono, che diventava un punto di riferimento specie per il mondo giovanile».

Il suo rapporto con i giovani non si sarebbe limitato alla disponibilità spirituale, ma avrebbe compreso anche una concreta attività di assistenza e accompagnamento.

«Ha privilegiato il mondo giovanile con la sua disponibilità spirituale e assistenziale, attraverso l’esempio e lo stimolo di un robusto interlocutore col mondo nuovo che si andava affermando in tutti i campi», conclude la consigliera comunale.