Dopo gli anni dello stop dovuto alla pandemia, i volontari sono tornati nel santuario voluto da Natuzza Evolo. «Continuiamo a trasformare la fede in gesti concreti verso chi soffre»
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È stato un ritorno carico di emozione quello vissuto dalla Fondazione Lilli Funaro a Paravati, dove il 2 luglio si è rinnovato il tradizionale pellegrinaggio nel segno della memoria di Lilli e del legame spirituale con mamma Natuzza Evolo.
Dopo gli anni di sospensione imposti dalla pandemia, la Fondazione è tornata nella casa della mistica di Paravati per un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più significativi della propria storia.
L'origine del pellegrinaggio risale al 2004, quando fu la stessa Natuzza Evolo a voler celebrare una messa in gloria per Lilli, fissando così un legame destinato a rinnovarsi ogni anno. Il 2 luglio richiama infatti anche la visione nella quale, secondo il racconto della mistica, Lilli apparve accompagnata in Cielo da Gesù e dalla Madonna.
Per la Fondazione, partecipare al pellegrinaggio significa anzitutto condividere un cammino di memoria, fede e speranza, portando con sé le proprie sofferenze, le attese e il desiderio di conforto spirituale.
«Ognuno è tornato da questo pellegrinaggio con un messaggio intimo da custodire nel cuore: una parola di conforto, una luce nuova, un frammento di pace nato dall'incontro con Lilli, con mamma Natuzza e con una comunità che continua a camminare insieme», sottolinea la Fondazione.
Il pellegrinaggio è stato accompagnato da don Salvatore Fuscaldo, parroco di Sant'Aniello, che ha espresso vicinanza alla Fondazione e alle attività che l'associazione porta avanti a favore dei più fragili. Durante la celebrazione il sacerdote ha ricordato un incontro vissuto in gioventù con mamma Natuzza, che lo invitò ad affidarsi completamente alla Provvidenza, esortazione riproposta ai fedeli come invito a vivere un amore concreto e solidale.
Ad accogliere i pellegrini nella Basilica del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime è stato invece padre Michele Cordiano, guida spirituale di mamma Natuzza e rettore del santuario, che ha invitato i presenti a guardare al futuro con la stessa fiducia testimoniata da Lilli e dalla mistica di Paravati.
Nel suo intervento ha ricordato come la speranza cristiana rappresenti una certezza capace di illuminare anche i momenti più difficili della sofferenza, incoraggiando i pellegrini a ripartire come «pellegrini di gioia», portatori di pace e solidarietà.
La Fondazione Lilli ha infine ribadito l'impegno a custodire il significato profondo del pellegrinaggio, affinché il ricordo di Lilli e l'eredità spirituale di mamma Natuzza continuino a tradursi in iniziative concrete di vicinanza, assistenza e sostegno alle persone più fragili e ai territori che maggiormente hanno bisogno di speranza.

