Ancora un tentativo di rompere il blocco navale israeliano da parte degli attivisti. A presentare l’iniziativa nella sede de “La Base” nel centro del capoluogo bruzio lo skipper barese Tony la Piccirella: «Non c'è mai stata una vera pace in Palestina»
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Rompere il blocco navale israeliano, ancora una volta, per portare medicinali e viveri alla popolazione palestinese. La Flotilla vuole tornare a Gaza City e per farlo partirà anche dai porti calabresi. Ad annunciarlo, nella sede dell’associazione “La Base” a Cosenza, lo skipper barese Tony La Piccirella, già partecipante alle spedizioni precedenti: «Nel mese di aprile partiremo dalla Sicilia, ma prima ci saranno vari momenti di lancio lungo tutto il territorio italiano e uno di questi sarà proprio in Calabria».
Il tentativo segue quelli di settembre, con un coinvolgimento se non eguale addirittura maggiore: «Quello che crediamo è che, questa volta, il tentativo di rompere il blocco illegittimo e illegale di Israele su Gaza debba coinvolgere tutti i territori, soprattutto quelli italiani. Questo perché, come sappiamo, il governo italiano è stato complice sia del Board of Peace sia del genocidio precedente».
La Piccirella fiducioso: «Il supporto non mancherà»
Una nuova spedizione dopo quelle, passate alla storia per il coraggio espresso dagli attivisti, dello scorso autunno, che hanno avuto il supporto a terra di milioni di persone in tutta Europa: «Tutte le persone scese in piazza lo hanno fatto per Gaza e per la Palestina. Noi abbiamo cercato di fare da ponte, provando a rompere il silenzio mediatico». Silenzio che però è tornato tale subito dopo la tregua che, in realtà, non è mai iniziata, come testimoniano i video che arrivano da Gaza City.
«Quello che è accaduto – spiega La Piccirella – in questi mesi è relativo a due fattori che sono la narrazione del Board of Peace e una certa stretta repressiva da parte del nostro Paese tramite il DDL Sicurezza e il DDL Antisemitismo che compara quest’ultimo all’antisionismo». Penso però – prosegue l’attivista – anche alle denunce e alle sanzioni nei confronti di chi è sceso in piazza: questi fattori hanno contribuito a dare l’impressione che il popolo italiano sia meno attivo, ma non è così. Esiste piuttosto una sensazione di impotenza e, a volte, di isolamento che frena la partecipazione. Ma questa situazione può cambiare, e deve cambiare: è anche per questo che siamo qui».
Nel frattempo si è scatenata un’altra guerra, quella contro l’Iran, che vede coinvolti Israele e USA: «Il progetto sionista di Tel Aviv continua – spiega La Piccirella – e il genocidio degli ultimi due anni lo ha accelerato. In tal senso la realtà del Board Of Peace è emersa subito: si tratta di una firma che in realtà ha una natura rapace, speculativa, che coinvolge grandi aziende e non ha nulla a che vedere – conclude – con il popolo palestinese». La Flotilla dunque è pronta a ripartire, anche dalla Calabria. Per forzare ancora una volta il blocco navale di Israele e creare un corridoio umanitario per gli abitanti di Gaza City, stretti nella morsa di una tregua che non è mai iniziata.




