Il “Senatùr” si è spento in serata a Varese: fu senatore dal 1987 e ministro nel 2001
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Umberto Bossi è morto: secondo quanto apprende l’AGI, il fondatore della Lega si è spento in serata a Varese. Aveva 84 anni. La notizia chiude una pagina che ha segnato la politica italiana degli ultimi decenni, con una figura diventata simbolo, nel bene e nel male, dell’ascesa del leghismo e della trasformazione del rapporto tra Nord e Stato centrale.
Bossi era stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987, nella X legislatura. Da quella elezione nacque anche il soprannome che lo ha accompagnato per anni, «Il Senatùr», entrato stabilmente nel linguaggio giornalistico e popolare. Negli anni successivi, a partire dal 1992, ha ricoperto più volte l’incarico di deputato e ha avuto anche un’esperienza da parlamentare europeo, rimanendo per lungo tempo una delle voci più riconoscibili del panorama politico nazionale.
Dal Carroccio alla stagione di governo
Il leader leghista entrò nel governo per la prima volta nel 2001, quando venne nominato ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione nel governo Berlusconi II. Fu una fase in cui la Lega provò a tradurre in agenda di governo le sue parole d’ordine storiche, legate al federalismo e al riassetto dei poteri tra centro e territori.
Le dimissioni nel 2012 e il ruolo più defilato
Il 5 aprile 2012 Bossi rassegnò le dimissioni da segretario della Lega Nord, incarico che aveva ricoperto fin dalla fondazione del partito nel 1989. Il passo indietro arrivò nel pieno di uno scandalo legato a una presunta distrazione di fondi del partito a favore della famiglia.

