La Festa della Riganella torna al centro della vita culturale di Vaccarizzo Albanese come simbolo della memoria arbëreshe e del legame tra tradizione e nuove generazioni. A sottolinearne il valore è il sindaco Antonio Pomillo, che esprime apprezzamento per l’impegno dell’Associazione culturale Arberia nella seconda edizione dell’iniziativa dedicata al tipico dolce pasquale dalla caratteristica forma a spirale.

Nel suo intervento, il primo cittadino evidenzia come appuntamenti di questo tipo vadano ben oltre il semplice richiamo gastronomico. La Riganella, preparata nelle famiglie a partire dal Giovedì Santo e consumata solo dopo il mezzogiorno del sabato, viene indicata come un elemento identitario capace di custodire e trasmettere la storia di una comunità. Per Pomillo, manifestazioni come questa rappresentano un’occasione preziosa per affidare soprattutto ai più giovani il testimone della memoria, della tradizione e della cultura arbëreshe, in un tempo in cui le mode commerciali rischiano di appiattire le differenze e rendere ogni luogo uguale a un altro.

Il sindaco si complimenta con l’associazione organizzatrice per la passione e la continuità con cui porta avanti il progetto. «Eventi come la Festa della Riganella, il dolce pasquale dalla simbolica forma a spirale, preparato nelle famiglie a partire dal Giovedì Santo e consumato solo dopo il mezzogiorno del sabato, rappresentano un’occasione importante per consegnare soprattutto alle nuove generazioni il testimone della memoria, della tradizione e della cultura arbëreshe, altrimenti destinato a soccombere rispetto alle mode commerciali che rendono ogni posto uguale ad un altro», dichiara Pomillo.

Nel ragionamento del primo cittadino, la valorizzazione delle tradizioni locali si lega anche a una visione più ampia di sviluppo del territorio. «Eravamo e restiamo convinti che è solo attraverso la valorizzazione delle nostre tradizioni che possiamo costruire consapevolezze intorno al nostro patrimonio distintivo ed identitario, leva di sviluppo per i territori che ambiscono ad essere destinazione turistica, esperienziale ed attrattiva», aggiunge il sindaco, richiamando il ruolo della cultura come motore di riconoscibilità e promozione.

La seconda edizione della Festa della Riganella mette dunque al centro non solo una ricetta, ma un patrimonio che, secondo Pomillo, va custodito, preservato e tramandato. Un’eredità fatta di sapori, riti familiari e saperi antichi, che continua a vivere anche grazie all’impegno delle associazioni del territorio.

Nel messaggio del sindaco c’è spazio anche per un riconoscimento alla vincitrice dell’edizione 2026, Stefania Fusaro, alla quale vengono rivolti gli auguri per un premio che, nelle parole dell’amministrazione, valorizza non soltanto la qualità del prodotto, ma anche l’impegno nel tenere viva una tradizione di famiglia. «Rivolgiamo alla vincitrice, Stefania Fusaro, i più sentiti auguri per il meritato riconoscimento che premia non solo la qualità, ma anche l’impegno a spingere più in là un tesoro come quello rappresentato dalle ricette della memoria, che si tramandano da madre in figlia e che come la lingua arbëreshe ci auguriamo possa essere presa in consegna dai giovani di oggi».