Deposita all’Aquila una nuova relazione dei consulenti della coppia Trevallion-Birmingham. Nel mirino l’attuale gestione degli incontri tra madre e figli
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Un nuovo parere tecnico depositato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila riporta l’attenzione sul caso della cosiddetta famiglia nel bosco e, in particolare, sulle condizioni psicologiche dei tre bambini coinvolti. La relazione è stata redatta dai consulenti di parte dei coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, dopo l’ultimo incontro dei minori con la madre.
Nel documento, gli specialisti parlano apertamente di una situazione delicata e di un quadro che, a loro giudizio, continua a esporre i bambini a un forte stress emotivo. Nella nota firmata dallo psichiatra Tonino Cantelmi, associato di Psicopatologia all’Università Gregoriana e direttore sanitario e clinico-scientifico di Opera Don Guanella di Roma, e dalla psicologa-psicoterapeuta Martina Aiello, coordinatrice dell’Area Psicologia Giuridica dell’ITCI Roma, si legge che «il protrarsi dell'attuale assetto relazionale e operativo, privo delle necessarie misure di accompagnamento e di tutela, mantiene attiva la risposta traumatica nei minori e configura un fattore di rischio clinicamente rilevante per l'insorgenza di ulteriori e documentabili danni alla salute mentale dei bimbi».
Il parere insiste sulla necessità di rivedere le modalità con cui vengono gestiti gli incontri tra madre e figli. I consulenti ritengono indispensabile ridefinire una cornice operativa che tenga conto dei bisogni evolutivi, affettivi ed emotivi dei minori e che risulti coerente con il loro superiore interesse. Nel testo si sottolinea infatti che «tali criticità rendono necessario un serio ed efficace ripensamento delle modalità operative, orientato a ristabilire una cornice rispettosa dei bisogni evolutivi, affettivi ed emotivi dei minori», affinché gli incontri non diventino un ulteriore fattore di sofferenza e di riattivazione del trauma legato al distacco.
Nella parte conclusiva, il documento collega la richiesta di intervento anche all’assenza, secondo quanto riportato dagli stessi consulenti, di condotte pregiudizievoli attribuite alla madre. Per gli specialisti, l’insieme degli elementi raccolti rende «urgente ed improcrastinabile il tempestivo ripristino del nucleo familiare», ritenuto una misura prioritaria per la tutela della salute psicologica dei bambini.
Il nuovo deposito si inserisce in una vicenda giudiziaria aperta da mesi. I tre minori, due gemelli di sette anni e una bambina di otto, erano stati allontanati a novembre dal casolare di Palmoli in cui vivevano con i genitori, con sospensione della responsabilità genitoriale della coppia. Successivamente, il 6 marzo, anche la madre era stata allontanata dalla casa-famiglia in cui si trovavano i bambini.
Sul fronte processuale, il prossimo passaggio chiave è fissato per il 21 aprile 2026, data dell’udienza davanti alla Corte d’Appello minorile dell’Aquila sul ricorso presentato dai legali dei coniugi per ottenere il ricongiungimento familiare e la revoca dell’ordinanza di allontanamento. Proprio in vista di quella udienza, la difesa aveva annunciato il deposito di una nuova relazione per ricostruire quanto accaduto dopo l’ultima ordinanza.

