Il primo cittadino: «Mi fa ridere che Ambrogio voglia querelarmi, io l’ho già fatto. Hanno ridotto il Comune senza un centesimo, non c’è una macchina per gli spostamenti del sindaco, nè per la bitumazione. Vi racconto cosa è successo in Consiglio»
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Il sindaco di San Giovanni in Fiore Antonio Barile
Una giunta di piazza dove il sindaco di San Giovanni in Fiore dirà «tutto». Antonio Barile, dopo il Consiglio comunale di giovedì, infuocato quanto il primo, ha deciso di uscire allo scoperto «perché non è solo una questione di cattiva amministrazione, ma sono stati commessi atti illeciti gravissimi». Il primo cittadino risponde all’annuncio di Marco Ambrogio di voler sporgere querela, parla della macchina amministrativa congelata a suo dire dalla passata gestione dell’Ente e ribadisce che l’elezione del presidente dell’assise silana sia un fatto «gravissimo».
Barile, partiamo da ieri. Ambrogio ha detto che adirà alle vie legali.
«Io l’ho già fatto, che ricorra anche lui alle carte bollate mi fa solo ridere. Gli ricordo che c’è un esposto alla Procura della Repubblica per quanto mi ha detto durante la campagna elettorale. Mi ha chiamato delinquente e ladro. Per non parlare di quanto accaduto nel primo Consiglio comunale».
A cosa si riferisce?
«Ha parlato per mezzora, come se fosse stato eletto sindaco, criticando me. Ad un certo punto la giunta al completo e i consiglieri ad essa afferenti hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. Ho chiesto alla segretaria di verbalizzare, ma non l’ha fatto. Capisce? Non ha scritto nulla, lo scriva lei per favore».
Ritiene paralizzata la macchina amministrativa del Comune?
«Fa fatica ad andare avanti per colpa loro e per quello che hanno combinato. Hanno lasciato il Comune senza soldi e pieno di debiti. Farò capire ogni cosa pubblicamente».
Come?
«Convocherò una riunione di giunta in piazza nell’arco di due settimane. Dirò tutto, anche quello che illegalmente è stato compiuto. Non è soltanto una questione di cattiva amministrazione, ma sono stati commessi atti illeciti gravissimi».
Uno spoiler?
«La macchina amministrativa non può andare avanti in queste condizioni perché non ci sono più soldi. La passata amministrazione l'ha lasciata senza personale qualificato. Ambrogio ha curato solo i suoi comodi coadiuvato da personale di Cosenza, altro che programmare il futuro di San Giovanni in Fiore».
Ci faccia un esempio concreto di quanto afferma.
«Il Comune non ha a disposizione una vettura per gli spostamenti del sindaco. Di recente, l'Ufficio tecnico ha chiesto vanamente 100mila euro per la bitumazione delle strade e per riparare le buche. Nonostante questo, Ambrogio ha il coraggio barbaro, dopo aver amministrato di fatto San Giovanni in Fiore, di farsi eleggere presidente del Consiglio».
Lo ha indicato la maggioranza dei consiglieri.
«Consiglieri che lui telecomanda come burattini. A conferma di quanto dico, ho pubblicato i video sul mio profilo Facebook. Ho documentato tutto con dei ritagli: i consiglieri pongono delle domande al sindaco e hanno già pronte le risposte. Una cosa vergognosa, ho informato il Prefetto di Cosenza. Tutto ciò che abbiamo ottenuto finora è una delibera dell’Agcom in cui viene certificato il suo comportamento non regolamentare durante la campagna elettorale».
San Giovanni in Fiore come uscirà da questa situazione?
«Marco Ambrogio deve andare via, non c’è altra soluzione. Ci provoca, ci fa innervosire, ma alla fine il problema non è nemmeno lui. Il problema vero è quello che ha lasciato a San Giovanni in Fiore. Non ci sono più soldi, non c'è più personale, non c'è più niente. In piazza ne sentirete delle belle. San Giovanni in Fiore ha reagito in passato ad altre situazioni ed ha condotto delle battaglie importanti. Ne verremo fuori anche stavolta, tutti insieme».


