Il consigliere di opposizione accusa l’amministrazione comunale di essere rimasta a guardare alla finestra: «Unione dei Comuni significa mettere da parte i campanilismi»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«Il futuro dell’Area Urbana non si subisce e non si decide nelle stanze chiuse: serve un mandato popolare chiaro, un coordinamento vero tra i Comuni e una visione condivisa fondata sulla gestione unitaria del territorio». A dichiararlo è il Consigliere comunale di opposizione di Castrolibero, Pasquale Villella, che interviene con decisione nel dibattito istituzionale e politico sull’integrazione dei servizi e sulla cooperazione tra i Comuni dell’area urbana. La situazione attuale descrive un’impasse inaccettabile.
Da un lato assistiamo alle dichiarazioni del Sindaco di Rende, che afferma di aver già redatto lo Statuto per l'unione dei servizi e di attendere da mesi il riscontro degli altri Enti; dall’altro resta vivo il monito del referendum consultivo, in cui le cittadinanze hanno espresso una netta contrarietà a modelli calati dall'alto. Nel frattempo, questioni cruciali per la crescita della nostra comunità restano del tutto al palo.
«Di fronte a questo scenario, l'assoluto silenzio e l'assenza del Comune di Castrolibero dal dibattito pubblico e istituzionale sono ingiustificabili», attacca il consigliere di opposizione Pasquale Villella. «Rimanere alla finestra e rifugiarsi nel vecchio municipalismo è una scelta miope che continua a produrre danni enormi. Tante, troppe sono state le occasioni perdute in questi anni proprio a causa della mancanza di una regia unica. L’Unione dei Comuni vuol dire innanzitutto mettere al bando i campanilismi ed essere capaci di programmare insieme il futuro».
Secondo il consigliere Villella, la sfida prioritaria riguarda la gestione unitaria del territorio, articolata su due direttrici fondamentali: La programmazione integrata dei servizi: per garantire efficienza, riduzione dei costi e parità di accesso per tutti i cittadini dell'area urbana (dal trasporto pubblico alla gestione dei rifiuti, fino ai servizi sociali e sanitari, come la collocazione del nuovo ospedale). Infrastrutture e sviluppo urbano e produttivo: una pianificazione infrastrutturale moderna che metta al centro l'Università come primario motore di sviluppo culturale, economico e tecnologico dell'intero territorio.
L'Ateneo deve diventare l'innesco per attrarre investimenti, creare distretti produttivi innovativi e collegare l'area urbana alle principali direttrici di sviluppo regionali e nazionali. Un monito particolare viene rivolto alle scelte di pianificazione locale: «Sarebbe un grave e imperdonabile errore se l’Amministrazione di Castrolibero intendesse affrontare il tema della variante allo strumento urbanistico in solitaria e abituale chiusura. Le scelte di governo del territorio non possono prescindere da un contesto sovracomunale: occorre stabilire insieme agli altri Comuni gli obiettivi condivisi di sviluppo, per evitare inutili doppioni e valorizzare la vocazione di ciascun territorio».
Per l'opposizione, la strada maestra resta una sola: la democrazia, il superamento dei confini ideologici o campanalistici e la cooperazione reale. «Serve immediatamente un cambio di passo: i Comuni coinvolgano direttamente i cittadini sui termini concreti del dibattito, per ottenere un pieno e consapevole mandato popolare. Solo così sarà possibile avviare un confronto paritario e incisivo sulle modalità e sui termini dell'Unione dei Comuni e della gestione integrata dei servizi. Castrolibero non può continuare a tacere: la nostra comunità merita di essere protagonista delle scelte che ne segneranno il futuro».

