Il sindacato promuove un percorso di partecipazione e controllo sui nuovi presìdi. Al centro personale, servizi e medicina territoriale
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Un percorso di partecipazione dei cittadini e monitoraggio sulle case e sugli ospedali di comunità presenti nella provincia di Cosenza. È l’iniziativa avviata venerdì 2 ottobre nella sede provinciale della Cgil, durante un incontro dedicato allo stato di attuazione delle nuove strutture sanitarie di prossimità.
L’obiettivo dichiarato dal sindacato è verificare che i presìdi non restino soltanto edifici completati o da inaugurare, ma diventino servizi effettivamente in grado di rispondere alle necessità delle comunità locali.
La Cgil intende quindi promuovere un’attività di ascolto dei territori e di controllo sociale sull’applicazione del decreto ministeriale 77 del 2022, provvedimento collegato alla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Le strutture programmate in Calabria
Nel documento diffuso dopo l’incontro, la Cgil ricorda che in Calabria sono state programmate più di sessanta strutture di prossimità. Il sindacato fa riferimento agli annunci relativi a 26 case e nove ospedali di comunità, sostenendo che il livello di attivazione effettiva sia inferiore alla media nazionale.
Il nodo principale indicato riguarda il personale. Le risorse del Pnrr finanziano infatti gli interventi edilizi, gli arredi e le dotazioni tecnologiche, ma non possono essere impiegate per sostenere stabilmente la spesa corrente necessaria alle assunzioni.
Secondo il sindacato, il funzionamento dei nuovi presìdi richiederebbe un incremento consistente e strutturale degli organici. La scelta di ricorrere a rapporti di lavoro a termine, invece, rischierebbe di alimentare il precariato sanitario e di non garantire la continuità necessaria alla riforma della medicina territoriale.
Medici di famiglia, infermieri e posti letto
Tra le criticità segnalate figurano la presenza soltanto facoltativa dei medici di medicina generale nelle nuove strutture e la carenza di personale infermieristico destinato all’assistenza domiciliare.
La Cgil sostiene inoltre che diversi posti letto programmati negli ospedali di comunità non sarebbero ancora effettivamente disponibili. Il sindacato richiama il caso di Acri, dove la casa di comunità sarebbe stata attivata all’interno dell’ospedale cittadino senza che, secondo la valutazione espressa nella nota, siano entrati pienamente in funzione tutti i servizi previsti.
La preoccupazione è che l’assenza di una programmazione organica della medicina territoriale possa produrre un effetto contrario rispetto agli obiettivi dichiarati. Le strutture nate per alleggerire la pressione sugli ospedali potrebbero finire, secondo la Cgil, per assorbirne risorse e personale.
«Non servono nuove strutture ma servizi effettivi»
Il sindacato collega il confronto sulle strutture di prossimità alle difficoltà più generali del sistema sanitario: carenza di personale, tempi di attesa, migrazione sanitaria e rinuncia alle cure.
«Non servono nuove strutture ma servizi effettivi. Serve ascoltare, verificare, monitorare e, quando necessario, mobilitarsi e denunciare», è la posizione espressa al termine dell’incontro.
Al confronto hanno partecipato cittadini, lavoratori, associazioni ed esponenti di Rifondazione comunista, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Cosenza Cresce Insieme.
È intervenuta anche la consigliera regionale e vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, che ha manifestato la propria vicinanza al percorso di partecipazione.
Il patto sociale per la sanità pubblica
La Cgil di Cosenza, insieme alla Funzione pubblica Cgil, annuncia ora la promozione di un patto sociale tra cittadini, lavoratori, associazioni e soggetti politici interessati alla tutela della sanità pubblica.
L’attività sarà sviluppata nei singoli territori per verificare lo stato delle strutture, la disponibilità degli organici e l’effettiva attivazione dei servizi. Il percorso, nelle intenzioni dei promotori, dovrà mettere al centro i bisogni sanitari e sociali delle comunità.

