La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco. Una svolta giudiziaria accompagnata da una ricostruzione particolarmente dettagliata delle modalità del delitto e del possibile movente, che gli inquirenti riconducono al rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima.

La richiesta è stata formulata dopo che i magistrati hanno esaminato anche gli ultimi atti depositati dalla difesa dell'indagato. A comunicarlo è il procuratore della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, in una nota ufficiale diffusa martedì 3 novembre.

L'ipotesi accusatoria è quella di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Si tratta, allo stato, della ricostruzione della Procura, che dovrà essere sottoposta alla valutazione del giudice dell'udienza preliminare.

La ricostruzione dell'accusa: i colpi, il trascinamento e la caduta sulle scale

Secondo quanto contestato dai magistrati, l'aggressione sarebbe cominciata con una colluttazione, durante la quale Chiara Poggi sarebbe stata colpita ripetutamente con un corpo contundente alla fronte e allo zigomo destro, fino a cadere a terra.

L'aggressore l'avrebbe quindi trascinata verso la porta di accesso alla cantina. Qui, dopo che la giovane avrebbe tentato di reagire mettendosi carponi, l'avrebbe colpita nuovamente alla testa, provocandole la perdita dei sensi.

La violenza, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe proseguita anche quando Chiara era ormai incosciente. Il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale che conducono alla cantina, dove la vittima avrebbe ricevuto ulteriori colpi alla regione posteriore sinistra della testa, riportando le gravi lesioni craniche che ne determinarono la morte.

Le aggravanti: crudeltà e motivi abietti

Nella richiesta di rinvio a giudizio, la Procura contesta l'aggravante della crudeltà in considerazione del numero e dell'entità delle ferite inferte alla vittima.

I magistrati fanno riferimento ad almeno dodici lesioni al cranio e al volto, ritenute indicative, nell'impostazione accusatoria, di una particolare efferatezza dell'azione.

L'altra aggravante riguarda il movente. Secondo la Procura, l'omicidio sarebbe stato commesso per motivi abietti, riconducibili all'odio maturato nei confronti di Chiara Poggi dopo che la giovane avrebbe respinto un approccio sessuale.

È questo uno degli elementi più rilevanti della nuova contestazione: gli inquirenti attribuiscono all'aggressione una motivazione precisa, che dovrà tuttavia essere dimostrata nel procedimento giudiziario.

La richiesta di rinvio a giudizio e i prossimi passaggi

La decisione della Procura arriva dopo la valutazione degli ultimi documenti presentati dalla difesa di Andrea Sempio. Sarà ora il giudice dell'udienza preliminare a stabilire se gli elementi raccolti giustifichino l'apertura di un processo.

Nel comunicato, il procuratore Fabio Napoleone precisa che la rilevanza e il significato complessivo degli elementi probatori acquisiti saranno illustrati davanti ai giudici competenti del Tribunale di Pavia.

La richiesta di rinvio a giudizio non costituisce una dichiarazione di colpevolezza. Andrea Sempio resta presunto innocente e la ricostruzione accusatoria dovrà essere verificata nel contraddittorio con la difesa.

A quasi vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna così al centro dell'attenzione giudiziaria con una nuova richiesta di processo e una contestazione che individua nel presunto rifiuto di un approccio sessuale il movente del delitto.