Oltre 500 euro in più per benzina e gasolio ed aumenti consistenti per energia elettrica e gas. La Cgia aggiorna le stime sui rincari di carburanti e bollette. Cresce il conto e le famiglie calabresi pagheranno 746 euro in più rispetto allo scorso anno, circa 60 euro in media in più al mese. La spesa calcolata oggi dall’associazione degli artigiani tiene conto del taglio delle accise su benzina e gasolio che resterà in vigore fino al prossimo 22 maggio. Se il conflitto in Medio Oriente non cesserà il balzo avanti dei prezzi non più calmierati causerà ulteriori aumenti di spesa. La guerra in Iran pesa direttamente su consumi che le famiglie possono ridurre ma non azzerare. Già oggi la situazione risulta insostenibile.  

Benzina e gasolio

Secondo la Cgia la spesa per carburanti di imprese e famiglie calabresi è stata di 2.500 euro nel 2025 e quest’anno arriverà a 3.024 euro, 524 euro in più (+20,9%). La nostra regione è tra quelle con il maggior aumento. Lo si è visto anche nelle prime settimane della crisi, prima del giro di vite del Governo sui prezzi al distributore.

La bolletta elettrica

In termini percentuali, la Cgia piazza la Calabria al primo posto per la spesa elettrica di imprese e famiglie. Passerà da 1 miliardo e 370 milioni del 2025 a 1 miliardo e 549 milioni, 179 milioni in più nel 2026 (+13,1%).

La bolletta del gas

Ai prezzi attuali la bolletta del gas aumenterà invece del 13,7% portando la spesa di imprese e famiglie a 358 milioni, 43 in più rispetto allo scorso anno.

La crisi energetica e le contromisure del Governo

Il taglio delle accise non basta. Lo sconto di 20 centesimi al litro per il diesel e di 5 per la benzina, è una misura è temporanea e alla sua scadenza le famiglie e le imprese si ritroveranno con un conto più salato da pagare fin da subito. L’Unione europea chiede interventi mirati a sostegno delle famiglie.

La situazione in Italia

Nel complesso, ai prezzi attuali la crisi energetica costerà 29 miliardi in più. La fetta più consistente riguarda benzina e diesel, con 13,6 miliardi di extra costi (+20,4% rispetto al 2015), seguiti da 10,2 miliardi per l’energia elettrica (+12,9%) e 5 miliardi per il gas (+14,6%). I rincari, avverte la Cgia, avranno un impatto economico «che rischia di mettere in forte difficoltà sia le famiglie più vulnerabili economicamente sia le imprese con poca liquidità».

Le altre regioni

A livello territoriale, le famiglie e le imprese più colpite saranno quelle della Lombardia, dove i rincari energetici peseranno per 5,4 miliardi, pari a un aumento del 15,1% rispetto al 2025. Seguono l’Emilia-Romagna con 3 miliardi in più (+16,1%) e il Veneto con 2,9 miliardi in più (+15,8%).

Le proposte della Cgia

Secondo la Cgia, non potendo mettere mano agli approvvigionamenti, sarebbe opportuno puntare su alcune soluzioni attivabili in tempi brevi. Prime tra tutte il taglio dell’Iva sulle bollette e il tetto al costo del gas. Sarebbe utile puntare, dicono gli artigiani, sul «disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica, ritenuto sempre più necessario per ridurre l’esposizione del mercato a choc così violenti». Non sarebbe sbagliato, sostiene la Cgia, «prevedere un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell’energia che in questo momento stanno realizzando utili spaventosi».