Dal delitto Portoraro all’uccisione di Silvana Sibarelli: il territorio vive con angoscia questo momento. La pax mafiosa ormai fa parte del passato
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L’agguato a Damiano Pepe, nel quale è stata uccisa la moglie Silvana Sibarelli, è l’ultimo episodio di una lunga sequenza di sangue nella Sibaritide. Il commando è entrato in azione intorno a mezzanotte a Lattughelle, frazione di Cassano all’Ionio, attendendo la coppia davanti al cancello di casa. Pepe è ricoverato nel reparto di Rianimazione a Cosenza e, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita.
Il bersaglio dei killer, secondo quanto si apprende, sarebbe stato proprio l’uomo, indicato come una figura di vertice della criminalità organizzata della Piana di Sibari. A perdere la vita è stata invece la moglie sessantenne. Un nuovo attacco che arriva dopo l’omicidio di Giuseppe Scorza, ucciso il 28 agosto a Lauropoli mentre si apprestava a iniziare la giornata di lavoro.
Con la morte di Sibarelli, la cronologia qui ricostruita dal giugno 2018 comprende dieci episodi omicidiari con dodici vittime, ai quali si affiancano due scomparse considerate dagli investigatori possibili casi di “lupara bianca” e diversi attentati nei quali le persone prese di mira sono sopravvissute.
La gravità della situazione emerge dalla continuità degli attacchi, dall’impiego anche di armi da guerra e da agguati compiuti davanti alle abitazioni o nei luoghi di lavoro. Una sequenza che pone interrogativi sugli equilibri criminali del territorio.
L’agguato a Pepe e gli equilibri nella Piana di Sibari
L’attacco di Lattughelle è avvenuto in una zona nella quale abitano anche altri esponenti della famiglia Pepe. Damiano Pepe è legato da vincoli familiari a Nicola Abbruzzese, che ha sposato sua figlia Finizia.
Le precedenti ricostruzioni della Dda di Catanzaro avevano descritto una convergenza di interessi tra i gruppi Abbruzzese e Forastefano, indicata giornalisticamente come “pax mafiosa”. Un equilibrio che avrebbe consentito di condividere affari e controllo del territorio evitando uno scontro aperto.
Gli omicidi e gli attentati più recenti, tra i quali il ferimento di Domenico Forastefano e ora quello di Pepe, rendono centrale la verifica della tenuta di quell’assetto probabilmente venuto meno nel corso dell'ultimo anno e mezzo.
Dal delitto Portoraro alle scomparse del 2018 e del 2019
Uno dei passaggi centrali di questa ricostruzione risale al 6 giugno 2018, quando Leonardo Portoraro viene ucciso a Villapiana Lido. Il gruppo armato utilizza un kalashnikov e una pistola semiautomatica. Secondo la ricostruzione investigativa, ad agire sono due esecutori sostenuti da un autista.
Nel dicembre dello stesso anno scompare Pietro Longobucco, successivamente ritrovato morto nelle acque del porto di Schiavonea. Gli accertamenti sul corpo fanno emergere ferite da arma da fuoco. Nello stesso periodo si perdono le tracce di Antonino Sanfilippo, indicato dalla Dda come uno stretto collaboratore di Longobucco. Il suo furgone viene recuperato nelle acque del porto, ma l’uomo non viene trovato.
Il 1° luglio 2019 scompare anche Cosimo Rosolino Sposato, visto per l’ultima volta nell’area di Cantinella. La sua motocicletta viene rinvenuta regolarmente parcheggiata. Le scomparse di Sanfilippo e Sposato vengono considerate dagli investigatori possibili casi di “lupara bianca”.
Il duplice omicidio di Apollinara e gli agguati del 2020
Il 23 luglio 2019, in contrada Apollinara, nell’area urbana di Corigliano, vengono uccisi Pietro Greco e Francesco Romano. I due si trovano insieme quando entra in azione il gruppo di fuoco.
Il 31 gennaio 2020, nel centro storico di Corigliano, Domenico Russo rimane ferito in un attentato al quale riesce a sopravvivere. Il suo nome era stato associato nelle ricostruzioni investigative a Pietro Longobucco.
Il successivo 3 giugno, in contrada Caccianova, nel territorio di Cassano all’Ionio, viene assassinato Francesco Elia, raggiunto dai colpi nei pressi della propria azienda agricola. Anche in questo caso viene utilizzato un kalashnikov.
Il 2 dicembre 2020 viene ucciso a Sibari Giuseppe Gaetani, vicino alla propria abitazione. Indicato come l’autista di Leonardo Portoraro, il processo è in corso in Corte d'Assise a Cosenza, nel quale sono imputati Pasquale Forastefano, Nicola Abbruzzese "Semiasse", Domenico Massa e il pentito Gianluca Maestri.
I delitti del 2022 e l’uccisione di Antonella Lopardo
Il 4 aprile 2022, in contrada Gammellone, nelle campagne di Castrovillari, vengono trovati all’interno di un’automobile i corpi di Maurizio Scorza e della compagna Hanene Hedhli, entrambi uccisi con colpi di pistola. Per il duplice delitto Francesco Adduci è stato condannato in primo grado a 21 anni di reclusione. La sentenza di secondo grado sarà emessa il 19 novembre 2026.
Poche settimane dopo, il 3 maggio 2022, viene assassinato a Schiavonea Pasquale Aquino. Il verdetto di primo grado è stato emesso di recente con le condanne di Francesco Le Pera, Giorgio Arturi e Manuel Intrieri.
Il 2 maggio 2023, a Sibari, viene uccisa Antonella Lopardo, raggiunta all’interno della propria abitazione da colpi esplosi con armi differenti. Un altro episodio nel quale la violenza raggiunge una donna dentro casa. Ma il vero obiettivo era il marito, Salvatore Maritato.
Il 23 dicembre 2023, sempre nell’agro di Sibari, Francesco Bloise sfugge a un attentato mentre si trova nella propria automobile: i colpi non lo raggiungono.
Il ferimento di Forastefano e l’omicidio di Giuseppe Scorza
Il 24 ottobre 2025, nelle campagne di Cassano all’Ionio, viene ferito a un braccio Domenico Forastefano, ritenuto per anni dagli investigatori uno dei principali referenti della ’ndrangheta della Sibaritide. L’attacco riporta al centro dell’attenzione la stabilità dei rapporti tra le organizzazioni locali.
Il 28 agosto 2026, alle 5.38, viene ucciso Giuseppe Scorza nell’ufficio di un’impresa impegnata nella pulizia e nella manutenzione del verde, in una traversa di via Fiume a Lauropoli. Nell’agguato rimane gravemente ferito anche il titolare dell’azienda, Renato Elia, che riesce a raggiungere un bar distante circa quaranta metri per chiedere aiuto. Giuseppe era figlio di Maurizio Scorza, assassinato nel 2022 insieme a Hanene Hedhli.
L’uccisione di Silvana Sibarelli e il tentato omicidio di Damiano Pepe aggiungono ora un nuovo episodio a questa cronologia. La ripetizione degli agguati e la capacità dei gruppi di fuoco di colpire anche nei pressi delle abitazioni mostrano la gravità del problema di sicurezza nella Piana di Sibari.


