La Corte di Appello di Catanzaro, terza sezione penale, ha pronunciato la sentenza nel processo Overture, riformando parzialmente la decisione emessa dal Tribunale di Cosenza.

Il collegio, presieduto da Antonio Battaglia e composto dai consiglieri Carlo Fontanazza e Abigail Mellace, ha disposto una serie di assoluzioni, declaratorie di improcedibilità e rideterminazioni di pena nei confronti dei numerosi imputati, confermando nel resto la sentenza di primo grado.

In particolare, la Corte ha assolto Dimitri Bruno dal reato ascrittogli perché il fatto non sussiste, nonché Alfredo Fusaro (difeso dall’avvocato Pierluigi Pugliese) dai reati contestati per non aver commesso il fatto. È stata inoltre pronunciata l’assoluzione di Pietro Mazzei e Ottavio Mignolo in relazione al capo 57, limitatamente agli episodi del 13 giugno 2016 e del 3 maggio 2018. Per entrambi, la Corte ha proceduto alla rideterminazione della pena per i residui reati: tre anni di reclusione ed euro 3.000 di multa per Mazzei; un anno, quattro mesi e venti giorni di reclusione ed euro 600 di multa per Mignolo.

È stata dichiarata la non doversi procedere nei confronti di Mario Esposito, Alessandro Esposito, Francesco Le Piane, Claudio Altomare, Egidio Cipolla e Cesare Quarta in ordine al reato di tentate lesioni, così riqualificato il capo 60 dell’imputazione, per difetto di querela, ritenendo che l’azione penale non potesse essere iniziata.

Per i restanti capi di imputazione, la Corte ha rideterminato le pene inflitte a Egidio Cipolla e Cesare Quarta in sei anni e sette mesi di reclusione, a Riccardo Gaglianese in quindici anni e sei mesi di reclusione e a Massimo Fortino uno anno e due mesi di reclusione, oltre a 2.500 euro di multa. È stato inoltre concesso a Luca Imbrogno il beneficio della non menzione della condanna.

Nel resto, la sentenza di primo grado è stata integralmente confermata. La Corte ha condannato Alfonsino Falbo (17 anni), Vincenzo Laurato (10 anni e 8 mesi), Giuseppina Carbone (6 anni e 10 mesi), Gianfranco Fusaro (6 anni e 8 mesi), Manuel Forte (6 anni e 9 mesi), Vittorio Imbrogno (2 anni e 8 mesi), Gaetano Bartone (6 anni e 9 mesi), Francesco Amendola (un anno e 6 mesi), Gianluca Stocchetti (un anno e sei mesi), Carmine Lio (3 anni e 20 giorni) e Umberto Mazzei (10 mesi) al pagamento delle ulteriori spese processuali.

In sede civile, Pietro Mazzei è stato condannato alla refusione delle spese di lite in favore della parte civile, liquidate in complessivi 2.300 euro oltre accessori di legge. Ottavio Mignolo e Pietro Mazzei sono stati inoltre condannati alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili e dalla Società di mutuo soccorso Cesare Pozzo, anch’esse liquidate in 2.300 euro ciascuna, oltre accessori. La Corte ha infine fissato in novanta giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

Il processo Overture vedeva a giudizio due distinti filoni investigativi: uno relativo a un presunto sodalizio dedito al traffico di sostanze stupefacenti, che secondo l’accusa sarebbe stato diretto da Alfonsino Falbo; l’altro incentrato su una serie di tentate estorsioni attribuite a un gruppo riconducibile a Gianfranco Sganga. In fase cautelare, il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva escluso la sussistenza della gravità indiziaria in ordine all’ipotesi associativa di tipo mafioso, non contestata nel rito ordinario.

Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Antonio Ingrosso, Filippo Cinnante, Maurizio Nucci, Gianpiero Calabrese, Andrea Sarro, Carlo Monaco, Antonio Gerace, Natasha Gardi, Paolo Rizzuti, Marcello Manna, Giuseppe Manna, Ugo Ledonne, Giuseppe Lanzino, Ernesto Gallo, Cristian Cristiano, Francesco Chiaia, Giovanni Cadavero, Antonio Quintieri, Pierluigi Pugliese e Matteo Cristiani.