È pesante il bilancio del maltempo che ha colpito Crosia e l’intero Ionio cosentino, dove il passaggio del ciclone Jolina ha provocato allagamenti diffusi, frane ed esondazioni, riportando al centro della cronaca l’emergenza idrogeologica del territorio. Le precipitazioni, con picchi di quasi 200 millimetri in poche ore, hanno causato l’esondazione dei fiumi Trionto e Fiumarella. Proprio il Trionto, nella giornata di ieri, ha travolto con acqua e fango la comunità di Mirto, trasformando strade e quartieri in veri e propri fiumi.

La situazione più critica si è registrata nel centro storico, dove una frana ha interessato alcune abitazioni popolari, costringendo all’evacuazione precauzionale di circa 80 persone. L’ordinanza è stata estesa anche alle case situate in prossimità dei corsi d’acqua, mentre intere aree del territorio risultavano impraticabili. Le immagini arrivate nelle ore dell’emergenza raccontano un territorio messo in ginocchio, con famiglie isolate e infrastrutture in forte difficoltà.

I disagi delciclone Jolina hanno interessato anche la viabilità principale. Nella mattinata di ieri la Strada Statale 106 è stata bloccata a causa dell’acqua che, in contrada Toscano e nei vicini comuni di Pietrapaola e Mandatoriccio, ha raggiunto livelli fino a un metro di altezza. Un segnale evidente della vulnerabilità di un’area che ciclicamente si sta trovando a fare i conti con eventi estremi che non riesce a fronteggiare.

Le operazioni di soccorso sono andate avanti senza sosta grazie al coordinamento tra i Vigili del Fuoco di Cosenza, i rinforzi giunti da Crotone e il supporto del Modulo di Contrasto al Rischio Acquatico, con interventi mirati anche a liberare persone rimaste intrappolate dall’acqua e dal fango. Mezzi comunali ed enti regionali hanno garantito assistenza e messa in sicurezza, mentre le autorità continuano a monitorare l’evoluzione della situazione.

L’emergenza derivante dal ciclone Jolina ha coinvolto tutta la fascia ionica cosentina. Anche in centri come Corigliano Rossano persistono disagi e, nonostante il miglioramento delle condizioni meteo, le scuole resteranno chiuse per motivi di sicurezza. Il nuovo evento calamitoso riaccende il dibattito sulla fragilità del territorio. «Colpita da tracimazioni tutta la parte bassa della città, le zone Toscano, Zolfara, Fossa, Seggio, Galderate, Gammicella, Sant'Angelo, Momena, Fabrizio, Schiavonea, Giannone, Ricota Grande. Siamo intervenuti come Comune - ha detto il sindaco Flavio Stasi - su canali, foci dei torrenti, persino su fossi (quasi tutti occlusi) delle strade provinciali, supportando e sostituendo praticamente tutti gli enti competenti. Tutte le idrovore sono in funzione».

Il sindaco di Caloveto, Umberto Mazza, ha parlato di «una tragica dimostrazione delle fragilità del nostro territorio», sottolineando come le immagini “drammatiche” impongano «una riflessione collettiva», anche alla luce delle criticità già emerse nelle scorse settimane sul Crati. Nel fare un primo bilancio, l’amministrazione comunale ha voluto ringraziare volontari, forze dell’ordine, Protezione civile, associazioni e cittadini che si sono mobilitati con grande senso di responsabilità per resistere al ciclone Jolina.