Promosso da Irfi, Unical e Issr di Cosenza, il dibattito si svolgerà in due sessioni e vedrà al centro il nesso tra fede, giustizia e responsabilità sociale
Tutti gli articoli di Attualità
PHOTO
L’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare sulle mafie – don Peppe Diana, attivo presso la sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, promuove per domani, giovedì 19 marzo, una significativa Giornata di Studi dal titolo “Il sangue dei preti sull’altare delle mafie”, dedicata alla riflessione sul martirio civile e religioso di sacerdoti e operatori pastorali impegnati nella lotta contro le organizzazioni criminali.
L’iniziativa si svolgerà a Rende articolandosi in due sessioni: ore 10.00, presso la Sala University Club (Cubo 23/C) dell’Università della Calabria; ore 16.30, presso la Sala conferenze dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” di Rende.
La Giornata è organizzata in collaborazione con l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Cosenza, l’Istituto Teologico Calabro di Catanzaro, la Scuola di Formazione Teologica della Diocesi di San Marco Argentano, l’Uni.Ri.Mi. – Rossella Casini, l’Associazione San Benedetto di Cetraro e l’I.I.S. “San Francesco di Paola” di Paola.
L’evento, aperto alla cittadinanza e rivolto in modo particolare agli studenti dei corsi di Scienze dell’Educazione – in particolare a coloro che frequentano l’insegnamento di Pedagogia dell’Antimafia presso l’UniCal – nonché agli studenti degli istituti teologici e di scienze religiose, intende offrire uno spazio di approfondimento sul valore educativo, etico e civile delle testimonianze di quei sacerdoti che hanno pagato con la vita il loro impegno contro le mafie.
La sessione mattutina della Giornata di Studi all’UniCal sarà aperta dai saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, di Mons. Antonio Foderaro, Decano della Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, e della Dirigente scolastica Sandra Grossi dell’I.I.S. “San Francesco di Paola” di Paola, istituto che prenderà parte all’iniziativa con una delegazione di circa cinquanta studenti, a testimonianza del forte coinvolgimento del mondo della scuola.
Il dibattito, coordinato da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia presso l’UniCal, vedrà il confronto tra autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo ecclesiale e della magistratura: Beniamino Fazio, Capo Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro; Marcello Cozzi, Coordinatore dell’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare – don Peppe Diana; e Annamaria Frustaci, Sostituto Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Un dialogo che metterà in relazione esperienze operative, riflessione teologica e prospettiva pedagogica, delineando il profilo di una responsabilità condivisa nella costruzione di una cultura della legalità.
La sessione pomeridiana sarà invece presieduta e introdotta da don Emilio Antonio Salatino, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Cosenza. Interverranno don Roberto Oliva, docente di Ecclesiologia presso l’Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola” di Catanzaro, e Vincenzo Tucci, Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza. Le conclusioni della Giornata di Studi saranno affidate nuovamente a don Marcello Cozzi, a suggello di un percorso di riflessione che intreccia memoria, impegno ecclesiale e responsabilità civile.
Nel corso della Giornata sarà posto al centro il nesso tra fede, giustizia e responsabilità sociale, interrogando il significato contemporaneo del sacrificio di figure come don Peppe Diana, don Pino Puglisi e altri testimoni della resistenza civile ed evangelica nei territori segnati dalla presenza mafiosa. Il loro esempio, lungi dall’essere confinato nella memoria, si configura come un dispositivo pedagogico vivo, capace di orientare le nuove generazioni verso forme consapevoli di cittadinanza attiva e di impegno per la legalità.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di costruzione di un’alleanza educativa tra università, Chiesa e territorio, finalizzata a promuovere una cultura antimafia fondata sulla formazione delle coscienze, sulla responsabilità collettiva e sulla capacità di trasformare il dolore e il sacrificio in impegno civile.
Un incontro formativo, dunque, che non è soltanto commemorazione della XXXI Giornata nazionale in memoria delle vittime innocenti di mafia, ma proposta culturale e politica nel senso più alto del termine: un invito a riconoscere nella testimonianza dei “preti martiri” un patrimonio educativo imprescindibile per il futuro democratico del Paese.

