Il giudice del Tribunale di Cosenza Marco Bilotta ha convalidato l’arresto di E. C., 29enne, disponendone la rimessione in libertà. L’indagato è difeso dall’avvocato Gianpiero Calabrese. Contestualmente, il giudice ha convalidato il sequestro ed ha disposto il sequestro preventivo della somma di 1.685 euro nei confronti del 29enne, indagato per violazione dell’articolo 73 del Dpr 309/90.

Il provvedimento è stato emesso dopo la richiesta avanzata dalla Procura di Cosenza ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale. L’istanza del pubblico ministero nasce dall’arresto dell’indagato. Al giovane cosentino viene contestata la detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina e hashish.

Nell’ordinanza viene richiamato il fumus del reato contestato, ritenuto presente alla luce della disponibilità della sostanza stupefacente e delle modalità della condotta, considerate indicative della finalità di spaccio. Il Tribunale ha inoltre valorizzato il ritrovamento del denaro in contanti, suddiviso in banconote di vario taglio. Secondo il giudice, quella disponibilità economica non sarebbe giustificata dalla condizione reddituale dell’indagato, che in sede di interrogatorio di garanzia ha dichiarato di essere disoccupato.

Nell’ordinanza si evidenzia anche che la provenienza del denaro da parenti prossimi è stata ritenuta dubbia. Il giudice ha richiamato, sul punto, le dichiarazioni rese dal 29enne che avrebbe inizialmente indicato quella sola disponibilità economica e, successivamente, anche alcuni risparmi personali per giustificare l’acquisto dello stupefacente.

Per il Tribunale, tali elementi inducono a ritenere che la somma sequestrata possa costituire provento dell’attività illecita, svolta secondo modalità compatibili con l’acquisto e la cessione al dettaglio di sostanza stupefacente. Il giudice ha ritenuto sussistente anche il periculum in mora, cioè il rischio che la libera disponibilità del denaro potesse pregiudicare la successiva confisca. Secondo l’ordinanza, la restituzione della somma avrebbe potuto consentire all’indagato la dispersione del denaro o il procacciamento di ulteriore sostanza stupefacente. Alla luce di queste valutazioni, il Tribunale ha convalidato il sequestro già eseguito e ha disposto il sequestro preventivo dei 1.685 euro.