Il rapporto Arpacal fotografa luglio e agosto 2026: temperature medie fino a 2,87 gradi oltre la norma. Dieci nuovi massimi nel Cosentino, cinque nel Reggino. Nel Vibonese nessun record, ma Mileto raggiunge 41,4 gradi
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Non è stato un singolo giorno da bollino rosso a rendere eccezionale l’estate calabrese del 2026. È stato il caldo che non se ne andava. Per quasi due mesi le temperature sono rimaste sopra la norma, notte compresa, fino a trasformare luglio e soprattutto agosto in un bimestre caratterizzato da una marcata e persistente anomalia termica.
A fotografare quanto accaduto è il rapporto tecnico del Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal sulle anomalie di temperatura nel bimestre luglio-agosto. Il numero che sintetizza meglio il fenomeno è forse 55: tanti sono stati, su 62 complessivi, i giorni nei quali la temperatura media regionale ha superato i valori normali del trentennio 1991-2020. Venticinque giorni a luglio e addirittura 30 su 31 ad agosto. L’anomalia media è stata di +2,26 gradi a luglio e +2,87 ad agosto.
Un lungo periodo caldo, dunque, più che una sequenza di episodi isolati. Su 134 stazioni considerate, 44 hanno superato i 40 gradi a luglio e 41 ad agosto. E se a luglio nessun termometro storico aveva superato il proprio precedente massimo del mese, ad agosto 16 stazioni hanno fatto registrare un nuovo massimo assoluto di agosto, mentre altre quattro hanno eguagliato il precedente primato.
Il massimo dell’intero bimestre resta quello registrato a Sellia Superiore, 45,1 gradi a luglio. Ad agosto la vetta si sposta invece nel Cosentino, a Torano Scalo: 44,9 gradi, nuovo massimo di agosto della stazione.
Il Cosentino epicentro dei record
È la provincia di Cosenza a concentrare la parte più vistosa delle anomalie di agosto. Dieci dei sedici nuovi massimi registrati in Calabria arrivano dal Cosentino.
Il dato più clamoroso in termini di scostamento è quello di Roseto Capo Spulico, passata dal precedente massimo agostano di 39,3 a 40,7 gradi: +1,4, l’incremento più elevato dell’intera Calabria. Seguono Oriolo, con 40,7 gradi e +0,8 rispetto al record precedente; Torano Scalo, con 44,9 e +0,7; Fitterizzi, 43,2 e +0,7; Tarsia, 43 gradi e +0,6.
Cadono i primati anche nelle due stazioni di Cosenza, dove si toccano rispettivamente 43,1 e 42,6 gradi, a San Sosti con 42,9, a Castrovillari con 42,2 e perfino a Botte Donato, dove i 28,4 gradi superano di due decimi il precedente massimo di agosto. Villapiana Scalo e Cecita eguagliano invece i rispettivi record.
Tra le stazioni di più recente installazione, per le quali non esiste ancora una serie storica sufficiente a parlare di record, spiccano inoltre i 42,9 gradi di Corigliano Rossano Apollinara.
Cinque nuovi massimi nel Reggino
Anche la provincia di Reggio Calabria paga un conto pesante. Qui ad agosto cadono cinque precedenti massimi del mese.
A Rizziconi raggiunti 42,4 gradi, otto decimi oltre il precedente record; a Reggio Calabria-Arasì i 40,8 gradi valgono un +0,7. Nuovo massimo anche per Reggio Calabria-Pietrastorta, con 42,4 gradi e quattro decimi in più, per Bovalino Marina, salita a 40,6, e per Sant’Agata del Bianco, che raggiunge 41,1 gradi.
Già a luglio il territorio reggino aveva fatto registrare valori elevatissimi: 43,7 gradi a Pietrastorta, 43,2 a Rizziconi, 42,3 a Platì e 42,1 a Bova Superiore-Frana, senza però superare i rispettivi massimi storici di luglio.
Nel Crotonese record a Petilia Policastro
Il Crotonese presenta meno record, ma uno degli scostamenti più importanti della regione. A Petilia Policastro il termometro arriva ad agosto a 38,5 gradi, un grado esatto sopra il precedente massimo di 37,5: è il secondo incremento più elevato della Calabria dopo Roseto Capo Spulico.
A San Mauro Marchesato, invece, i 40,3 gradi eguagliano il record di agosto. Nelle nuove stazioni, dove il confronto con il passato non è possibile, si segnalano i 42,3 gradi di Belvedere di Spinello, i 41 di Melissa e i 40,9 di Isola di Capo Rizzuto.
Catanzarese, a Sellia il picco dell’estate
Il Catanzarese non compare tra le province con nuovi massimi di agosto, ma è qui che è stato misurato il valore più elevato dell’intero bimestre. Il 2026 ha portato Sellia Superiore a 45,1 gradi nel mese di luglio, appena un decimo sotto il massimo storico di luglio della stazione, pari a 45,2.
Sempre a luglio Botricello ha raggiunto 43,9 gradi. Ad agosto Sellia si è fermata a 42,5, mentre tra i nuovi impianti Santa Caterina dello Ionio Marina ha toccato 42,6 gradi e Falerna 40,7. L’unico primato eguagliato tra le stazioni storiche della provincia è quello di Decollatura: 36 gradi, esattamente come il precedente massimo di agosto.
Vibonese, nessun record ma Mileto oltre i 41 gradi
Nel Vibonese il rapporto non registra nuovi massimi né record eguagliati ad agosto, ma anche qui i termometri restituiscono valori importanti.
A luglio il punto più caldo tra le stazioni storiche della provincia è Mileto con 41,4 gradi, seguito da Zungri con 40,2. Vibo Valentia raggiunge 39,2 gradi, mentre Joppolo e Arena si fermano entrambi a 39,5.
Ad agosto Mileto resta il riferimento provinciale con 40,6 gradi, senza però avvicinare il proprio massimo storico di agosto di 42,2. Seguono Joppolo con 39,1, Arena con 38,5, Vibo Valentia con 38,3 e Zungri con 37,6. Briatico, tra le nuove stazioni e dunque senza un termine storico di confronto, ha misurato 38,4 gradi a luglio e 38 ad agosto.
Il fatto che nel Vibonese non siano caduti record non significa, però, che il territorio sia rimasto ai margini dell’anomalia: l’analisi dell’Arpacal evidenzia come nessuna area della Calabria sia rimasta esclusa dal caldo superiore alla norma.
Il problema delle notti che non rinfrescano
È proprio questo l’aspetto sul quale il rapporto insiste maggiormente. L’eccezionalità dell’estate 2026 non risiede soltanto nei 45 gradi o nei record battuti, ma nella scarsa escursione termica tra giorno e notte. L’aria ha avuto difficoltà a raffreddarsi anche nelle ore notturne, mantenendo elevate le medie giornaliere e favorendo notti tropicali diffuse.
Alla base della lunga fase calda, secondo l’Arpacal, ci sono la persistente presenza dell’anticiclone africano, masse d’aria molto calda, scarsa ventilazione e, soprattutto nell’ultima parte di agosto, consistenti flussi di pulviscolo sahariano. A questi fattori si è aggiunta l’elevata umidità legata al calore delle superfici marine.
Il risultato è una Calabria che per quasi tutto luglio e agosto è rimasta sopra i valori climatici di riferimento. Non un unico giorno memorabile, dunque, ma un’anomalia termica prolungata per gran parte dei due mesi estivi.


