Due anni di vita, zero compromessi e una fame da leoni. Il Cassano Calcio a 5 non è più una meteora ma una solida realtà del futsal calabrese che ha saputo conquistare campi, punti e, soprattutto, il rispetto degli avversari. Una favola sportiva nata dal nulla e alimentata dalla visione del suo presidente Francesco Di Bello, l'uomo che ha letteralmente guidato l'idea, trasformato un sogno in un progetto concreto e regalato alla comunità cassanese una squadra capace di bruciare le tappe. Oggi la società potrebbe essere pronta a compiere un definitivo e storico salto di qualità. Dopo aver ufficializzato lo scorso 18 maggio l’ingresso di nuovi soci, il club punta dritto alla Serie C1 ma dietro la pianificazione per la stagione 2026/2027, si nasconde una realtà logistica ed economica che rischia di frenare bruscamente una macchina finora perfetta.

Una società ambiziosa, con un progetto duraturo e strutturato, che a oggi non può ancora contare su un impianto sportivo proprio o in concessione pubblica, il paradosso del Cassano Calcio a 5 sta tutto qui. Gestire una stagione agonistica in queste condizioni significa dover fare i salti mortali tra affitti di strutture private, trasferte e continui esborsi finanziari. In un contesto del genere, dove anche la minima spesa ordinaria diventa un macigno, la dirigenza ha comunque deciso di investire per far sentire i propri atleti dei veri professionisti. Tra le novità principali già messe in cantiere figurano il potenziamento del parco mezzi con i brand ufficiali del club per trasferte più sicure, il lancio del nuovo sito internet per promuovere atleti, sponsor e bellezze del territorio, e la nascita di un’Accademia Scuola Calcio a 5 al coperto guidata da tecnici professionisti. A dare ulteriore sostanza alle ambizioni societarie è arrivato anche un innesto dirigenziale di assoluto prestigio, la società ha infatti annunciato ufficialmente l’ingaggio del nuovo Direttore Sportivo Antonio Cosentino. Originario di Catanzaro, Cosentino porta a Cassano un bagaglio di esperienza internazionale, grazie a una solida rete di relazioni maturate tra Francia, Spagna e Portogallo. Chiamato a svolgere un ruolo chiave nella costruzione del nuovo roster, il neo DS si è detto orgoglioso della scelta: «Ho trovato una società dinamica e appassionata. Metterò la mia esperienza a disposizione per far crescere i giovani atleti e qualificare i giovani dirigenti del club.» Ma tutto questo ha bisogno di una casa.

La soluzione a questo calvario avrebbe un nome e un luogo, la palestra comunale di Sibari. L'impegno, verbale di vedersi assegnata la struttura potrebbe alleviare drasticamente le spese societarie e dare il via definitivo sia al mercato di livello sia all'attività dei ragazzi dell'Accademia. Ad oggi, nonostante le rassicurazioni e le forti aspettative, al 23 giugno nulla si è ancora mosso. Si vive di sole promesse, mentre il countdown per le iscrizioni corre. Il tempo vola.

La reale disponibilità dell'impianto è la chiave di volta per il futuro tecnico del club. Chiaramente, avendo la disponibilità della struttura, l'obiettivo di portare in maglia cassanese calciatori di assoluto spessore per primeggiare nel torneo e centrare la C1 sarebbe percorribile. Diversamente, il rischio di dover ridimensionare il progetto subendo una brusca frenata diventerebbe purtroppo realtà. Di fronte a questo bivio, i vertici del club non nascondono l'amarezza per il clima di attesa: «Le parole lasciano il tempo che trovano. I fatti restano. Noi ci mettiamo la faccia, il tempo, le risorse, la passione e la responsabilità di ogni scelta - rimarcano dalla società, rispondendo indirettamente a chi osserva senza esporsi –, accettiamo le critiche costruttive, molto meno i giudizi di chi pretende di decidere il destino degli altri comodamente seduto sul divano di casa. Costruire è difficile. Noi abbiamo scelto da che parte stare, quella di chi lavora, rischia e investe per questa maglia, per questi ragazzi e per questo territorio. Nessuno potrà mai dire che siamo rimasti a guardare.»

Il Cassano all’Ionio Calcio a 5 ha dimostrato di avere le idee, i quadri dirigenziali e le risorse. Ora la palla passa alle istituzioni, serve che alle promesse seguano i fatti, perché il tempo stringe e questo territorio non può permettersi di vedere i propri sogni sportivi ridimensionati dalla burocrazia.