Un contratto da oltre 4,36 milioni di euro in cinque anni e una richiesta di accesso ai documenti per verificare servizi, controlli e pagamenti. Il gruppo consiliare Lampare di Cariati interviene sulla gestione dell’igiene urbana, chiedendo al Comune chiarimenti sulle prestazioni comprese nell’appalto e sulle modalità con cui ne viene verificata l’esecuzione.

Al centro della nota figurano la rimozione degli ingombranti all’esterno dell’isola ecologica, gli obiettivi della raccolta differenziata, le eventuali penali e le condizioni organizzative dei lavoratori.

«Ogni euro della TARI deve tornare ai cittadini sotto forma di servizio», sostiene il gruppo.

Il valore del contratto e le prestazioni comprese

Secondo i dati riportati da Lampare, il contratto vale 3.968.719 euro al netto dell’Iva, pari a oltre 4 milioni e 365 mila euro Iva compresa nell’arco di cinque anni. Il gruppo indica un costo medio di circa 873 mila euro annui.

L’appalto, sottolineano i consiglieri, comprende prestazioni ulteriori rispetto alla raccolta dei rifiuti davanti alle abitazioni: spazzamento, ritiro di ingombranti e RAEE, bonifica delle microdiscariche, gestione del centro di raccolta e pulizia degli accessi e del perimetro esterno.

La nota richiama anche attrezzature, contenitori, mini-isole informatizzate, cassoni per le seconde case, numero verde, sito web dedicato, comunicazione ambientale e rendicontazione.

Nel computo progettuale citato dal gruppo figurano, su base annua:

  • 151.887 euro per lo spazzamento;
  • 25.400 euro per la gestione del centro di raccolta;
  • 8.769 euro per ingombranti e RAEE;
  • 2.455 euro per la bonifica delle microdiscariche.

Ingombranti fuori dall’isola ecologica, il documento da verificare

Lampare riferisce di avere ricevuto in forma anonima la copia di una nota recante un protocollo comunale, con la quale sarebbe stato chiesto a una seconda impresa un preventivo per rimuovere gli ingombranti presenti all’esterno dell’isola ecologica.

Il gruppo ha chiesto al Comune di confermare l’autenticità del documento e di spiegare perché sia stato richiesto un preventivo per una prestazione che, nella sua lettura, apparirebbe già compresa nell’appalto.

«Non stiamo dicendo che sia già avvenuto un doppio pagamento», precisa Lampare. Per ricostruire l’eventuale procedura, i consiglieri hanno domandato il preventivo, l’affidamento, l’impegno di spesa e gli eventuali atti di fatturazione e liquidazione.

Il gruppo sostiene che, qualora emergessero prestazioni dovute e non eseguite dall’appaltatore, l’amministrazione dovrebbe attivare gli strumenti di contestazione e tutela previsti dal contratto, evitando che ulteriori costi ricadano sulla collettività.

Raccolta differenziata e penali: le domande sul dato di aprile

Un altro punto riguarda l’obiettivo del 75% di raccolta differenziata, indicato da Lampare come previsto dal contratto. Secondo il gruppo, ogni punto percentuale annuo al di sotto della soglia potrebbe comportare una penale di circa 3.969 euro.

La nota segnala che ad aprile 2026 la raccolta differenziata risultava al 56,63%. Nella relazione riferita allo stesso mese, sempre secondo quanto riportato dai consiglieri, figurerebbero zero criticità, zero contestazioni e nessuna penale, a fronte di un canone liquidato superiore a 71 mila euro Iva compresa.

Il dato mensile richiamato non coincide, da solo, con la verifica dell’obiettivo annuale: la richiesta del gruppo punta ad acquisire gli elementi necessari a ricostruire l’andamento del servizio e l’applicazione delle clausole contrattuali.

Richieste anche le relazioni del gestore e i documenti sui controlli

Lampare ha chiesto le relazioni mensili del gestore e i certificati del direttore dell’esecuzione del contratto, insieme ai documenti relativi a personale, mezzi, tracciati GPS, ordini di servizio e attrezzature consegnate.

La richiesta comprende inoltre informazioni su eventuali servizi non avviati, penali e liquidazioni effettuate. L’obiettivo dichiarato è confrontare le prestazioni previste con quelle effettivamente rese e pagate.

Le segnalazioni sulle condizioni dei lavoratori

Il gruppo solleva infine una questione legata all’organizzazione del lavoro. Secondo la denuncia, dopo tre anni di contratto mancherebbe ancora una sede operativa con spogliatoi e servizi igienici e i lavoratori sarebbero costretti a ritrovarsi presso distributori di carburante.

Lampare contesta anche le presunte pressioni affinché gli addetti accettino somme forfettarie per gli straordinari estivi, chiedendo che siano tutelati i loro compensi.

La posizione del gruppo consiliare si concentra quindi su due aspetti: la verifica delle prestazioni finanziate attraverso la Tari e il controllo delle condizioni in cui il servizio viene svolto. «Chi amministra deve controllare il contratto e proteggere i soldi pubblici», conclude la nota.