Sorical ha sottoscritto il “Patto per la Resilienza idrica” promosso da Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche. L’adesione è stata formalizzata a Roma durante l’evento inaugurale del Festival dell’Acqua.

Il documento individua sei linee d’azione destinate a rafforzare il servizio idrico e a renderlo più preparato alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Tra gli obiettivi figurano la gestione industriale, la digitalizzazione delle reti, il superamento della frammentazione, l’integrazione del ciclo dell’acqua e la diffusione di una maggiore consapevolezza sul valore della risorsa.

Il Patto contiene inoltre una serie di proposte rivolte alle istituzioni e all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente: più investimenti, regole uniformi, incentivi all’innovazione e procedure autorizzative più semplici.

Dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione

L’iniziativa nasce nel quadro delineato dalla Water Resilience Strategy europea, che indica le azioni necessarie per affrontare la gestione della risorsa idrica in presenza di fenomeni climatici sempre più estremi.

L’obiettivo dichiarato da Utilitalia è spostare il sistema da una gestione fondata sull’emergenza a un modello basato sulla prevenzione e sulla programmazione.

Gli operatori aderenti si impegnano a migliorare l’efficienza delle infrastrutture, ridurre gli sprechi e rafforzare la capacità dei sistemi idrici di reagire a siccità, precipitazioni intense e altre condizioni capaci di compromettere continuità e qualità del servizio.

Nicolai: «Ammodernare le reti calabresi»

Per l’amministratore delegato di Sorical, Maurizio Nicolai, la firma del Patto è coerente con il processo di trasformazione intrapreso dall’azienda in Calabria.

«La resilienza si costruisce superando la logica dell’emergenza e puntando su una gestione industriale, investimenti, innovazione e programmazione», afferma Nicolai.

Il dirigente richiama la necessità di ammodernare le infrastrutture calabresi, risanare le reti, digitalizzare il servizio e ridurre le perdite. L’obiettivo indicato è utilizzare la risorsa in modo più efficiente e rafforzare il ruolo del gestore nel monitoraggio del territorio.

«Sorical vuole essere protagonista di questo cambiamento: un gestore industriale capace di investire e di diventare una vera sentinella del territorio», aggiunge l’amministratore delegato.

Le sei linee d’azione

Il Patto organizza gli impegni delle aziende e le proposte istituzionali intorno a sei direttrici.

La prima linea punta a garantire una gestione industriale stabile, accompagnata dalla piena applicazione delle regole del settore su tutto il territorio nazionale. Utilitalia propone concessioni adeguate ai reali fabbisogni d’investimento e criteri di valutazione uniformi.

Digitalizzazione e riduzione delle perdite

Il secondo asse riguarda la costruzione di un sistema idrico “water-smart”. L’impiego di tecnologie digitali dovrebbe consentire di monitorare meglio le reti, individuare tempestivamente le perdite e ottimizzare distribuzione e consumi.

Il Patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori considerati più virtuosi e la diffusione delle migliori pratiche. Un altro obiettivo è rendere compatibili e interoperabili i dati raccolti dai differenti gestori.

Per la Calabria questo indirizzo viene collegato da Sorical al risanamento delle reti e alla necessità di limitare la quantità di acqua dispersa prima di raggiungere gli utenti.

Aggregazioni e ciclo integrato dell’acqua

La terza linea d’azione punta a superare la frammentazione gestionale attraverso aggregazioni, reti d’impresa e forme di cooperazione. Secondo Utilitalia, strutture più solide avrebbero una maggiore capacità d’investimento e un accesso più agevole al credito.

Il quarto pilastro considera congiuntamente infrastrutture, disponibilità della risorsa ed ecosistemi. Le proposte comprendono il riuso dell’acqua, la tutela delle falde, il potenziamento delle capacità di accumulo e l’impiego di soluzioni basate sulla natura.

Nel documento viene richiamata anche la responsabilità estesa del produttore come possibile strumento per finanziare le attività di contrasto ai contaminanti emergenti.

Cultura dell’acqua e gestori come sentinelle

La quinta azione riguarda la sensibilizzazione dei cittadini. Il Patto propone campagne coordinate e una collaborazione strutturata con il sistema scolastico per diffondere comportamenti più consapevoli.

L’ultima linea assegna ai gestori il ruolo di “sentinelle territoriali”, chiamate non soltanto a erogare il servizio, ma anche a monitorare i rischi e contribuire alla prevenzione degli effetti climatici.

Per sostenere questa funzione, Utilitalia chiede una semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un riconoscimento tariffario adeguato per gli investimenti innovativi destinati alla resilienza.

Le richieste alle istituzioni e ad Arera

«Garantire la resilienza della risorsa idrica significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita, il sistema economico e la sicurezza energetica del Paese», dichiara il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro.

Le imprese chiedono che gli impegni industriali siano accompagnati da politiche pubbliche e strumenti regolatori capaci di assicurare investimenti omogenei anche nei territori con le maggiori fragilità.