Dopo anni di silenzio, qualcosa torna a muoversi lungo il Crati. I BoCs Art di Cosenza, simbolo di una stagione che aveva proiettato la città nei circuiti artistici nazionali e internazionali, provano lentamente a riaccendere le luci specie dopo alcuni reportage che documentavano l’abbandono di un luogo che sembrava destinato a una ora lontanissima ribalta.

Alla fine di aprile avevamo raccontato la parabola discendente di un progetto che, nei suoi anni migliori, era riuscito ad attirare artisti, curatori e operatori culturali da tutta Europa. Le casette in legno affacciate sul fiume, nate per ospitare residenze artistiche e sperimentazioni creative, erano finite progressivamente nell'oblio, sopravvivendo soltanto grazie a sporadiche iniziative come Music for Change e Aghia Sophia Fest, brevi parentesi capaci di interrompere il lungo silenzio calato sull'area.

Negli ultimi mesi, però, qualche segnale di risveglio ha cominciato ad affacciarsi.

Nell'ambito del progetto di riqualificazione sociale e culturale del centro storico di Cosenza – area Casali, alcuni giovani artisti dell'Accademia di Belle Arti di Siracusa, vincitori di un apposito bando, si sono trasferiti da alcune settimane nei BoCs Art. Oltre a utilizzare gli spazi come luogo di produzione e ricerca, i nuovi residenti hanno contribuito a effettuare piccoli interventi di manutenzione e miglioramento delle strutture, restituendo un primo segnale di vitalità a un luogo che sembrava destinato all'abbandono.

Il progetto, a leggere il documento datato 2024 e che da qualche settimana comincia a prendere vita, assegna ai BoCs Art un ruolo centrale nella strategia di rilancio del quartiere e del centro storico di Cosenza. Le residenze sul Crati vengono individuate come uno dei principali poli dell’intervento insieme al Museo dei Brettii e degli Enotri, al Vallone di Rovito e al Palazzetto dello Sport.

I BoCs vengono concepiti come un hub permanente di innovazione, formazione e partecipazione sociale. Il progetto prevede laboratori digitali, coworking, percorsi di alfabetizzazione informatica, progettazione europea, sviluppo di startup e attività legate alle nuove tecnologie. Sul piano economico, sono previsti circa 390 mila euro per il laboratorio dell’innovazione, 80 mila euro per l’adeguamento degli spazi e altri 70 mila euro per la sistemazione dell’area esterna sul lungofiume di via Bendicenti con illuminazione, arredi urbani e connessione wireless. Sommando le varie voci collegate alle attività previste, oltre due terzi dell’intero progetto da 1,35 milioni di euro ruotano direttamente attorno ai BoCs Art.

Il prossimo 13 e 14 giugno, i BoCs Art ospiteranno anche il MUSA Fest 2026, manifestazione patrocinata dal Comune di Cosenza e promossa dall'associazione culturale e di promozione sociale C.L.A.P., che trasformerà l'area in uno spazio aperto alla cittadinanza tra cultura, sport, creatività e socialità.

Tra gli appuntamenti più significativi che stanno interessando l'area rientra anche il percorso promosso da Territori Liberi, che lo scorso 28 maggio ha portato ai BoCs Art l'urbanista Azzurra Muzzonigro, cofondatrice del collettivo Sex & the City e coautrice del volume Il progetto della città femminista. L’associazione Il Filo di Sophia, vincitrice di un bando, creerà ai BoCs una biblioteca popolare e si appresta a organizzare nell’area 3 la sesta edizione dell’Aghia Sophia Fest.

Sono ancora segnali isolati e insufficienti per parlare di una vera rinascita dei BoCs Art. Tuttavia, dopo anni segnati dal degrado, dalla mancanza di una programmazione stabile e dall'assenza di una visione complessiva sul futuro dell'area, il ritorno di artisti, eventi e attività culturali rappresenta quantomeno un'inversione di tendenza.