Al via il 23 aprile le iniziative per i 400 anni dalla morte dell’artista messinese che ha lasciato un segno profondo nel borgo calabrese
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Aiello Calabro si prepara a rendere omaggio a Pietro Barbalonga nel quarto centenario della sua morte, trasformando il borgo in un laboratorio diffuso di memoria, arte e riscoperta storica. Il Comune cosentino, da poco inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”, aprirà il 23 aprile 2026 un anno di celebrazioni dedicate allo scalpellino, architetto e artista siciliano che tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento ha lasciato ad Aiello una traccia profonda e ancora riconoscibile nel patrimonio monumentale locale.
Le iniziative si inseriscono nel festival “Sentieri d’Arte”, progetto culturale dedicato alla storia dell’arte rinascimentale in Calabria e finanziato dalla Regione Calabria con fondi POC 2014/2020 – Azione 6.8.3. Il programma prevede seminari, mostre, trekking urbani, concerti, workshop e attività laboratoriali, con l’obiettivo di restituire centralità a una figura che ha segnato il volto artistico del paese e contribuito alla nascita di una vera scuola d’arte aiellese.
Il 23 aprile Aiello Calabro ricorda Pietro Barbalonga
La giornata inaugurale del 23 aprile 2026, data della morte dell’artista avvenuta nel 1626, segnerà l’avvio ufficiale dell’anno barbalonghiano. L’appuntamento è fissato alle 17.30 nella Biblioteca Civica, dove, dopo i saluti istituzionali del sindaco Luca Lepore, si terrà un incontro di approfondimento storico dedicato al profilo dell’artista e al suo lascito culturale.
A intervenire saranno l’architetto Dina Caligiuri, studiosa di Barbalonga, e lo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino. Il focus sarà rivolto non solo al ritratto umano e professionale del maestro, ma anche alla nascita della cosiddetta “scuola d’arte aiellese”, considerata erede diretta della sua impronta tardo-manierista.
Sarà il primo momento pubblico di un percorso che punta a rileggere il rapporto tra Barbalonga e Aiello come un sodalizio ormai indissolubile, capace di attraversare i secoli e di restare vivo nella memoria architettonica del borgo.
La mostra del 2 maggio tra documenti, opere e memoria storica
Uno dei momenti centrali del programma è previsto per il 2 maggio 2026, giornata dedicata all’inaugurazione della mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura: Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”.
L’apertura della giornata è fissata alle 10 nella biblioteca comunale con una conferenza introduttiva alla presenza del sindaco Luca Lepore, della direttrice artistica del progetto Angelica Pedatella, della direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza Maria Spadafora, del dirigente scolastico Giuseppe Cavallo, di Antonio Rodinò di Miglione, vicepresidente del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, e di Vittorio Pasquale, presidente dell’Istituto Italiano Castelli sezione Calabria.
Tra i contributi più attesi quelli di Gianfrancesco Solferino, curatore della mostra, con un intervento dedicato al centenario barbalonghiano come evento scientifico e culturale per la riscoperta della “Illustrissima Città ducale di Aiello”, e di Mario Panarello, storico dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, che approfondirà la figura di Barbalonga nel rapporto tra architettura e ornamento.
Per l’occasione sarà proiettato anche il documentario “Pietro Barbalonga da Messina ad Aiello Calabro”, seguito dall’inaugurazione vera e propria dell’esposizione.
La mostra tra Palazzo Cybo e l’ex Convento degli Osservanti
L’esposizione sarà inizialmente ospitata nel palazzo Giannuzzi, meglio conosciuto come palazzo Cybo Malaspina, e proseguirà poi per tutta la durata del festival nell’ex Convento degli Osservanti, non appena saranno completati i lavori di restauro.
Il percorso espositivo si articolerà attraverso trenta grandi pannelli, che riprodurranno documentazione custodita dall’Archivio di Stato di Cosenza, dagli archivi parrocchiali e dall’Archivio Diocesano di Cosenza, insieme a materiali relativi alle opere realizzate dall’artista.
Il racconto visivo e documentario seguirà così la traiettoria artistica di Barbalonga attraverso alcune delle sue principali committenze, dalla cappella Spinelli nel santuario di San Francesco di Paola alle opere nella Concattedrale Maria SS. di Romania di Tropea, passando per Amantea e per lo stesso Aiello, dove il suo nome è legato alla Cappella Cybo, al palazzo Cybo Malaspina e ad altre cappelle tra Santa Maria Maggiore, l’ex convento vecchio e San Giacomo presso le Clarisse.
In parallelo, dal 4 maggio al 19 giugno, anche l’Archivio di Stato di Cosenza esporrà la documentazione originale, rafforzando il rilievo scientifico delle celebrazioni e creando un ponte diretto tra Aiello e Cosenza nel nome dell’artista.
Trekking urbano, concerto e un festival diffuso nel borgo
Il 2 maggio, nel pomeriggio, il programma proseguirà con un trekking urbano nel centro storico di Aiello, che culminerà con la visita alla Cappella Cybo Malaspina. A chiudere la giornata sarà, alle 19, il concerto “Contemporaneo Seicento” nelle sale di palazzo Cybo, a cura del maestro Daniele Fabio e introdotto da Angelica Artemisia Pedatella.
Ma il progetto del Comune di Aiello Calabro non si esaurisce in queste date inaugurali. Il programma prevede infatti un’articolata serie di seminari d’arte con studiosi come Dina Caligiuri, Gianfrancesco Solferino, Francesco Paolino, Giuseppe Osso, Mario Panarello e Giuseppe Massara, oltre a focus dedicati ai beni culturali, al paesaggio e alla scuola d’arte di Rogliano.
Sono in calendario anche lezioni di storia dell’arte calabrese, workshop artigianali come “Lo scalpellino” con il maestro d’arte Samuele Giuseppe Vasile, già anticipato nelle scorse settimane all’Istituto comprensivo di Campora Aiello, e attività rivolte alle nuove generazioni come il “Progetto Poesia” con Giuseppe Ingoglia e “Il Paese dei Bambini” con Silvana Esposito.
Accanto a queste iniziative troveranno spazio il workshop musicale “Contemporaneo Seicento”, percorsi multidisciplinari come “Dalla scena alla vita… e viceversa” con Vincenzo Naymo, Marilisa Morrone e la compagnia teatrale BA17, oltre ai trekking urbani curati da Ivan Arella, guida ambientale escursionistica AIGAE, e da Bruno Pino, storico e giornalista.
Chi era Pietro Barbalonga, artista tra Messina e Aiello
Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Arrivò per la prima volta ad Aiello nel 1596, chiamato da Alfonso Cybo insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini per realizzare la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Da quel momento il rapporto con il feudo calabrese divenne sempre più stretto, fino alla scelta di stabilirsi definitivamente ad Aiello. Qui, nel 1609, sposò Isabella Giannuzzi e assunse un ruolo centrale nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette numerose commissioni per cappelle, sepolcri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara.
Il suo contributo non si limitò al lavoro di scultore. Barbalonga fu anche architetto, progettista e direttore di cantiere, capace di fondare una vera bottega artigianale e di formare apprendisti nell’arte dello scalpellino e del disegno. Il suo stile si colloca nella fase di transizione tra Rinascimento e Barocco, con evidenti influenze della scuola messinese e romana.
Morì ad Aiello Calabro il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella chiesa Matrice, segno del ruolo sociale e artistico conquistato nella comunità che lo aveva accolto.

