La consigliera comunale di GenerAzione invita l’amministrazione comunale a rivedere le proprie scelte: «La città ha il dovere di tutelare i propri commercianti che ne stanno pagando le conseguenze»
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«Su quanto sta accadendo a Roges non si può più tacere. Non è più solo una questione di traffico: è diventata una questione economica, sociale e, soprattutto, di rispetto verso chi ogni giorno tiene in piedi il tessuto produttivo della città».
Così interviene Adriana Calvelli, consigliera comunale di GenerAzione, alla luce delle polemiche e delle tensioni crescenti sulla gestione della viabilità nell’area di Roges. «Da settimane raccogliamo segnalazioni dirette da parte dei commercianti della zona Metropolis e delle aree limitrofe. Non si tratta di impressioni o di “resistenze al cambiamento”, ma di dati concreti: calo degli incassi, riduzione dell’afflusso di clienti, difficoltà logistiche per fornitori e servizi.
Dietro ogni attività commerciale ci sono lavoratori, famiglie, stipendi da garantire. E oggi queste realtà sono state messe in ginocchio da scelte che si sono rivelate, nei fatti, sbagliate». Calvelli entra nel merito del metodo adottato: «Il punto non è voler cambiare la viabilità. Il punto è come lo si fa. Qui si è intervenuti senza un confronto preventivo, senza coinvolgere i commercianti, senza ascoltare chi vive quotidianamente quelle strade.
E il risultato è sotto gli occhi di tutti: traffico congestionato, accessi complicati, clienti che rinunciano a venire». «A tutto questo si aggiunge un clima che non aiuta», prosegue. «Invece di affrontare il problema, si preferisce alimentare uno scontro politico permanente, con dichiarazioni sopra le righe che nulla hanno a che vedere con le difficoltà reali dei cittadini. Così si sposta l’attenzione dal problema – il caos viabilità – alla polemica, mentre le attività economiche continuano a perdere».
La consigliera è netta: «Qui non siamo davanti a un semplice disguido tecnico. Siamo davanti a un errore politico e amministrativo che sta producendo conseguenze pesanti. E quando gli effetti sono così evidenti, non basta difendere le scelte fatte: serve il coraggio di rivederle». Infine, l’appello: «Chiedo all’Amministrazione comunale di fermarsi, ascoltare e intervenire subito. Serve un confronto vero con i commercianti, con le categorie produttive, con chi è stato direttamente colpito da queste decisioni.
Non tra qualche mese: adesso. Perché ogni giorno che passa, per qualcuno, significa perdere fatturato, mettere a rischio posti di lavoro, compromettere un’attività costruita in anni di sacrifici. E una città che non tutela i propri commercianti è una città che smette di prendersi cura di sé stessa»

