Dora Mauro accusa il sindaco di Corigliano-Rossano di aver svuotato la Conferenza dei sindaci e rilancia la validità del Piano Scura.
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Dora Mauro (Fdi)
Si alza di nuovo il livello dello scontro politico sulla sanità a Corigliano-Rossano. A intervenire è Dora Mauro, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, che contesta duramente le recenti dichiarazioni del sindaco Flavio Stasi e lo chiama in causa non solo come primo cittadino, ma anche come presidente della Conferenza dei sindaci.
Secondo Mauro, il nodo politico starebbe proprio qui: Stasi, a suo dire, non potrebbe parlare oggi come osservatore esterno di una crisi su cui avrebbe avuto strumenti e ruolo per incidere. «Le dichiarazioni del sindaco Stasi sulla sanità sono gravi, ma soprattutto incoerenti. Chi oggi accusa tutti dimentica di avere avuto un ruolo preciso e strumenti concreti per intervenire».
FdI: «La Conferenza dei sindaci è diventata invisibile»
Nel passaggio più duro della nota, la coordinatrice di Fratelli d’Italia punta direttamente sulla gestione della Conferenza dei sindaci, organismo che Stasi presiede. Per Dora Mauro, quell’organo sarebbe stato progressivamente svuotato di peso politico e di capacità d’azione.
«Stasi non è soltanto sindaco, ma anche presidente della Conferenza dei Sindaci: un organismo che, sotto la sua guida, è diventato di fatto invisibile e privo di incisività. Oggi pochi sanno della sua esistenza, e questo è indicativo di come sia stato gestito».
L’accusa è chiara: per FdI, la Conferenza avrebbe potuto esercitare una funzione più forte nei confronti di Asp e Regione, intervenendo sui principali atti sanitari e segnalando formalmente le criticità del territorio. Invece, secondo la lettura politica proposta da Mauro, questo non sarebbe avvenuto con la necessaria determinazione.
«Aveva strumenti concreti, ma non li ha usati»
La coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia insiste proprio su questo punto, sostenendo che Stasi non possa oggi denunciare problemi che, nel ruolo istituzionale ricoperto, avrebbe dovuto affrontare in modo più deciso. «Non può parlare come se fosse estraneo ai fatti. Non può denunciare oggi ciò che ieri non ha avuto il coraggio o la capacità di affrontare».
Poi entra nel merito degli strumenti a disposizione dell’organismo: «La Conferenza dei Sindaci aveva strumenti concreti per incidere: esprimere pareri sugli atti sanitari, segnalare formalmente criticità, esercitare pressione su Asp e Regione, costruire una linea chiara a tutela del territorio. Tutto questo non è stato fatto con la necessaria determinazione».
Nel finale del passaggio politico più duro, Mauro attribuisce al sindaco un atteggiamento opportunistico sul tema sanitario: «Oggi, invece, si limita a cavalcare – come spesso accade - l’onda del populismo e del provincialismo, accodandosi a posizioni prive di adeguata conoscenza e approfondimento».
Fratelli d’Italia difende il Piano Scura e la riorganizzazione sanitaria
Accanto all’attacco politico a Stasi, Fratelli d’Italia ribadisce la propria linea sulla riorganizzazione sanitaria, prendendo posizione a favore del Piano Scura e delle sue successive modifiche. Per Dora Mauro, quel modello non rappresenterebbe un limite, ma una garanzia organizzativa per il territorio.
«Il Piano Scura, con le successive modifiche, non rappresenta un problema, ma una garanzia. È un modello organizzativo pensato per tutelare i cittadini, assicurando una distribuzione funzionale dei servizi e una risposta tempestiva nelle emergenze. Metterlo in discussione per meri interessi localistici è segno di immaturità politica».
La linea di Fratelli d’Italia, dunque, si muove su una doppia direttrice: da un lato la difesa dell’impianto organizzativo attuale, dall’altro la critica a chi, secondo il partito, metterebbe in discussione questo assetto spinto più da logiche territoriali che da una reale valutazione dell’interesse collettivo.
Il riferimento ai reparti e all’emergenza
Nel testo della nota c’è anche un passaggio che richiama le condizioni di alcuni reparti e il tema della copertura nell’emergenza. «Lasciare reparti in condizioni di incertezza, senza una copertura piena sul piano dell’emergenza, espone a rischi reali i cittadini. Non si può giocare con la salute delle persone, né sostenere posizioni ambigue quando è in gioco la sicurezza collettiva».
FdI collega questa critica al ruolo ricoperto dal sindaco e torna a domandare conto della sua azione concreta da presidente della Conferenza dei sindaci. «Il Sindaco, prima di accusare dovrebbe spiegare cosa ha fatto nel ruolo che ricopre da presidente della Conferenza dei Sindaci, organismo che in altre province calabresi dimostra ben altra capacità di incidere».
Il caso dello Spoke di Corigliano-Rossano torna nello scontro politico
Nel finale della nota, Dora Mauro richiama anche una vicenda già finita al centro del dibattito locale, quella relativa alla trasformazione dello Spoke di Corigliano-Rossano in una fase critica della gestione sanitaria. Fratelli d’Italia contesta in particolare quella che definisce l’unica presa di posizione ricordata sul tema.
«L’unica presa di posizione che ricordiamo è stata la difesa della trasformazione dello Spoke di Corigliano Rossano in una situazione critica, con l’allocazione del reparto Covid, nonostante la normativa prevedesse l’istituzione negli ospedali Hub».

