Il coordinamento civico guidato da Primo Manlio Cimino chiude il confronto con l’area dell’esponente dem e smentisce l’esistenza di accordi strutturati: «C’è stato solo un avvicinamento preliminare». Annunciata la costruzione di liste autonome
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Rinaldo Panucci Fotografo Professionista. Tutti i Diritti riservati.
Primo Manlio Cimino prende le distanze da Giacomo Mancini e annuncia che il proprio coordinamento civico proseguirà in totale autonomia verso le prossime elezioni amministrative di Cosenza.
La presa di posizione arriva dopo settimane nelle quali Cimino aveva invece espresso pubblicamente sostegno al progetto politico di Mancini. Il 19 agosto aveva dichiarato di aver deciso di appoggiare la sua candidatura a sindaco, mentre nei giorni successivi erano arrivate anche proposte politiche presentate esplicitamente nel quadro di quella convergenza.
Ora il quadro cambia radicalmente.
Cimino precisa innanzitutto la natura del rapporto costruito nelle ultime settimane.
«Tra noi e l’area di Mancini non è mai esistito alcun accordo formale, nessun patto blindato e nessuna alleanza strutturata. C’è stato soltanto un avvicinamento alla luce del sole, un tavolo di confronto preliminare e conoscitivo».
Una ricostruzione che segna una netta correzione rispetto al sostegno politico espresso pubblicamente ad agosto, quando Cimino aveva parlato della volontà di mettere a disposizione del progetto di Mancini competenze e nuove candidature.
La rottura viene motivata con una distanza giudicata ormai insanabile sul metodo politico.
«Dietro le dichiarazioni d’intenti – sostiene Cimino – abbiamo ritrovato le medesime logiche padronali del passato, gli stessi veti incrociati e la radicata idea che la città sia un feudo da spartirsi tra pochi eletti».
Sono valutazioni politiche attribuite direttamente al coordinamento civico, che annuncia così la chiusura del confronto: «Ognuno va per la sua strada».
Nella nota Cimino allarga poi il bersaglio a una parte del modo di fare politica in città.
«Oggi assistiamo quotidianamente a una costante pantomima propagandistica, studiata esclusivamente a uso e consumo dei canali social», afferma, accusando alcuni esponenti politici di attraversare i quartieri «con i telefoni spianati» e di rappresentare problemi che, secondo la sua lettura, sarebbero il risultato di responsabilità accumulate negli ultimi decenni.
Il coordinamento rivendica invece la centralità di temi come sanità, lavoro, welfare e programmazione strategica della città.
Il passaggio più duro riguarda il rapporto tra politica e territori.
«Cosenza non si governa con i reel o con i post su Facebook, né si riscatta con il paternalismo di chi considera i quartieri come un set cinematografico o un serbatoio di voti da setacciare ogni cinque anni».
Cimino denuncia anche, senza indicare episodi specifici nella nota, presunti tentativi di porre veti o limitare iniziative autonome di gruppi e cittadini attivi nei quartieri.
La conseguenza politica è chiara: il coordinamento civico lavorerà alla costruzione di proprie liste.
«Abbiamo compreso che questo sistema non si può aggiustare: deve essere azzerato», sostiene Cimino, che parla della necessità di superare «caminetti chiusi», «politica ereditaria» e candidature costruite attraverso appartenenze consolidate.
La linea annunciata è quella di una proposta autonoma, composta da «donne, uomini e giovani» senza riferimenti politici precostituiti.
«Chi desidera la continuità ha già i suoi candidati; chi vuole una storia completamente nuova, da oggi ha una casa», conclude la nota.
La rottura modifica quindi uno degli assetti che nelle ultime settimane sembravano essersi delineati nel percorso verso le amministrative cosentine: il sostegno annunciato ad agosto lascia ora spazio a un progetto separato, con Cimino deciso a presentarsi come polo civico indipendente.

