Appena 0.4 più debole di quello che distrusse Norcia nell’ottobre 2016 e pari a quello che nel 2009 a L’Aquila fece 309 morti. A fare la differenza la profondità, decisamente maggiore rispetto ai precedenti di dieci anni fa
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La Calabria fa registrare un record molto poco invidiabile: il terremoto che ha spaventato l’intera regione e gran parte del Sud Italia è il secondo sisma per magnitudo mai registrato da INGV in territorio nazionale da quando sono iniziate le rilevazioni, cioè dal 1985. Un dato impressionante, perché se è vero che la Calabria è sempre stata considerata una zona altamente sismica è anche vero che una scossa così forte non si era mai avvertita.
Più forte di Amatrice, pari a L’Aquila, secondo solo a Norcia
6.1 la registrazione ufficiale segnalata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: inizialmente, l’INGV aveva posto 6.2, salvo poi correggere. Non che faccia molta differenza, comunque. Rispetto a tutti i precedenti terremoti da quando l’Istituto registra la magnitudo, quello di stanotte rimane il secondo mai segnalato all’interno del territorio italiano, il quinto se si considerano anche quelli avvertiti nello Stivale ma con epicentro nei Paesi vicini come Algeria, Albania e Croazia.
Per dare una dimensione reale del fenomeno: l’unico sisma che in Italia ha superato quello di stanotte è stato quello disastroso di Norcia di ottobre 2016, quando la magnitudo segnalata è stata di 6.5 a 10 km di profondità. Anche in quel caso nessun morto, ma l’intera popolazione venne sfollata.
Ben diversa, invece, la situazione a L’Aquila e Amatrice: in Abruzzo morirono 309 persone, nel Lazio 237. In quei due casi, la magnitudo era uguale inferiore rispetto a quella del terremoto in Calabria di questa notte. Nel 2009, a L’Aquila, quando crollò la casa dello studente, venne registrato un 6.1 della scala Richter; nel 2016, ad Amatrice, nella tragedia che sconvolse l’Italia, addirittura era un 6.0, di 0.1 inferiore rispetto a quello odierno.
A salvare la Calabria, in questo caso, è stata la profondità del sisma: nei due casi appena affrontati, infatti, si parla di una profondità minima, entrambi a 8 km, praticamente quasi in superficie. Per quanto riguarda invece il terremoto in Calabria avvertito stanotte, invece, la profondità è stata di ben 250 km. Una circostanza che ha permesso alla nostra regione di avere paura ma di non far registrare danni.




