Dopo il ritrovamento di due cartucce sull'auto parcheggiata nell’area di sosta del nosocomio del comune tirrenico, il consigliere regionale Antonio De Caprio avverte: «Il territorio si attende una forte risposta dalle istituzioni». Dello stesso avviso Rosaria Succurro: «Rafforzare la presenza dello Stato»
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Due proiettili inesplosi sono stati trovati questa mattina sull'auto di Laura Siciliano, dirigente medico in servizio all'ospedale di Cetraro, nel Cosentino. La vettura si trovava parcheggiata all'interno dell'area di sosta del presidio ospedaliero. A fare la scoperta è stata la stessa dottoressa, al termine del turno notturno.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Paola, che hanno eseguito i rilievi e avviato gli accertamenti per ricostruire l'accaduto. Gli investigatori – precisa Ansa – «stanno cercando di chiarire se l'atto intimidatorio sia legato all'attività professionale della medica o a vicende di natura privata». «Da quanto si apprende – si legge ancora nella nota – non sarebbe la prima volta che la professionista, originaria di Paola, è oggetto di episodi simili.
Solidarietà alla dirigente è stata espressa dall'amministrazione comunale di Cetraro e da diversi rappresentanti istituzionali e professionali. Tra questi, l'Ordine dei biologi della Calabria, il consigliere regionale Antonio De Caprio e la consigliera regionale Rosaria Succurro, che chiedono di fare piena luce sull'accaduto e richiamano l'attenzione sulla necessità di rafforzare la sicurezza sul territorio.
L'Ordine dei biologi: «Non sei sola, non sarai mai sola»
«Apprendiamo con sconcerto, rabbia e profonda indignazione di questa ulteriore e inaccettabile minaccia rivolta alla nostra collega Laura Siciliano. Trovarsi di fronte a simili simboli di violenza e prevaricazione dopo aver trascorso la notte a servire la comunità e a tutelare la salute dei cittadini – afferma il presidente dell’Ordine dei Biologi Domenico Laurendi – è un fatto inqualificabile che non possiamo e non intendiamo tollerare».
Il presidente si rivolge direttamente alla collega: «Non sei sola, non sarai mai sola. L'Ordine dei Biologi della Calabria è al tuo fianco, pronto a fare da scudo morale e istituzionale di fronte a qualsiasi tentativo di sopraffazione o di condizionamento del tuo operato professionale».
«Colpire chi lavora con dedizione negli ospedali significa colpire lo Stato, significa minare la sicurezza di chi garantisce il diritto fondamentale alla salute», prosegue Laurendi, chiedendo alle istituzioni, alle forze dell'ordine e alla magistratura di fare piena luce sui ripetuti episodi intimidatori.
L'appello è rivolto anche alla necessità di individuare i responsabili e garantire alla professionista la massima protezione possibile. «È il momento di dare risposte concrete e di mettere in atto ogni misura di sicurezza necessaria per tutelare chi opera in prima linea», conclude il presidente.
Il Consiglio direttivo dell'Ordine ribadisce che la cultura della legalità, del rispetto e della dignità professionale rappresenta un pilastro dell'ente. Nessun atto intimidatorio, si legge ancora nella nota, potrà scalfire l'impegno dei biologi e dei professionisti sanitari calabresi. L'Ordine continuerà a seguire da vicino l'evoluzione della vicenda, restando a disposizione della dottoressa Siciliano per ogni forma di supporto e tutela.
De Caprio: «Il territorio si attende una forte risposta dalle istituzioni»
«Quanto successo alla dottoressa Laura Siciliano, alla quale va tutta la mia vicinanza e solidarietà, è l'ennesimo campanello d'allarme che suona sul Tirreno cosentino e al quale la Regione Calabria presterà la dovuta attenzione». Lo dichiara Antonio De Caprio, consigliere regionale della Calabria e segretario della commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa.
«Ho massima fiducia nell'autorità giudiziaria e nelle forze dell'ordine che hanno avviato indagini su quanto avvenuto, anche in considerazione del fatto che non si tratta dell'unico episodio intimidatorio nei confronti della dottoressa. Quale che sia il movente – prosegue De Caprio – tutto il territorio si attende una forte risposta dalle istituzioni», richiamando anche le recenti assegnazioni di personale alla Questura e ai commissariati della provincia di Cosenza da parte del dipartimento della Pubblica sicurezza. Si tratta di 35 nuovi agenti, 21 dei quali destinati ai commissariati di Paola e Diamante, sul Tirreno cosentino.
Succurro: «Accelerare l'apertura della nuova caserma dei carabinieri»
«Esprimo tutta la mia solidarietà alla dottoressa Laura Siciliano, vittima dell'ennesima, gravissima intimidazione. Il ritrovamento di due cartucce sulla sua automobile, dopo altri tre episodi intimidatori, è un fatto inquietante che condanno con assoluta fermezza. Auspico che le indagini consentano di individuare al più presto i responsabili. La dottoressa Siciliano deve sapere che le istituzioni sono al suo fianco». Lo afferma in una nota la consigliera regionale Rosaria Succurro.
«L'accaduto conferma la necessità di rafforzare la presenza dello Stato a Cetraro, territorio esposto alla criminalità organizzata», prosegue Succurro, ricordando il proprio impegno, quando era presidente della Provincia di Cosenza, per l'acquisto dell'immobile destinato alla nuova caserma dei carabinieri.
«Nel giugno 2025 abbiamo concluso l'acquisizione, dopo anni di attesa. È stato un risultato importante, frutto di un impegno istituzionale costante e che ora deve trovare compimento», sottolinea la consigliera regionale.
Succurro annuncia inoltre che nei prossimi giorni incontrerà il presidente della Provincia di Cosenza, il comandante provinciale dei carabinieri e il sindaco di Cetraro per fare il punto sulla situazione e verificare le tempistiche necessarie all'apertura della caserma.


