Il gup del Tribunale di Cosenza, Francesca De Vuono, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di 26 imputati coinvolti nell’inchiesta sulle presunte false giornate lavorative riferite all’azienda agricola Valle Crati, con sede legale a Bisignano.

La decisione è stata emessa l’8 luglio 2026 ai sensi dell’articolo 425 del codice di procedura penale, per mancanza di una ragionevole previsione di condanna. Il giudice ha così rigettato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

La sentenza riguarda Sergio Pancaro, Assunta Adornetti, Angela Basile, Rosa Calvano, Stefania Cofone, Carmela Cucciniello, Giovanna Damiano, Simona Dima Ruggiano, Adriana Fabbricatore, Simona Fusaro, Celestino Giannotta, Monica Greco, Laura Iaquinta, Laura Imbrogno, Adriana Licursi, Ida Luzzi, Jessica Marziatico, Annunziato Mauro, Pierluigi Rago, Simona Ritacco, Antonella Soria, Anna Soria, Stella Sposato, Francesca Verta, Giancarlo Vocaturo e Francesco Zazzaro.

L’ipotesi contestata era quella di indebita percezione di erogazioni pubbliche, prevista dall’articolo 316 ter del codice penale. Secondo l’impostazione accusatoria, gli indagati sarebbero stati indicati come braccianti agricoli pur non avendo effettivamente prestato attività lavorativa per l’azienda.

Nel mirino dell’inchiesta erano finite presunte giornate lavorative fittizie e periodi di malattia relativi agli anni 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021. La Procura riteneva che quelle attestazioni avessero indotto in errore l’Inps sulla sussistenza dei presupposti necessari per l’erogazione di indennità di disoccupazione, assegni per il nucleo familiare, malattia e maternità.

Secondo l’accusa, il meccanismo avrebbe determinato un ingiusto profitto e un danno per l’istituto previdenziale, quantificato nella presunta indebita percezione di centinaia di migliaia di euro.

All’esito dell’udienza preliminare, però, il gup ha escluso la sussistenza di una ragionevole previsione di condanna, pronunciando sentenza di non luogo a procedere per tutti gli imputati.

Il collegio difensivo ha espresso soddisfazione per l’esito del giudizio, sottolineando che il giudice ha accolto le tesi prospettate nel corso delle discussioni. Le difese avevano evidenziato, in particolare, l’assenza dell’elemento soggettivo del reato e l’insufficienza del quadro accusatorio ai fini del rinvio a giudizio.

Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Giovanni Ferrari, Antonio Pucci, Giuseppe Andrea Ferraro, Ferruccio Mariani, Gaetano Bruni, Costantino Guido, Marco Tarsitano, Emilio Lirangi e Massimiliano Lo Duca.

Con la sentenza del gup si chiude, per gli imputati, la fase dell’udienza preliminare senza il passaggio al dibattimento.