Ci sono uomini che attraversano la storia politica di un territorio lasciando un segno che va oltre gli incarichi ricoperti e le responsabilità istituzionali. Uomini che fanno della militanza una scelta di vita, della politica un impegno quotidiano e del rapporto con le persone il fondamento della propria attività. Pietro Midaglia apparteneva a questa generazione di dirigenti politici.

La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità politica cosentina e calabrese, in particolare in quella storia della sinistra che ha avuto nelle sezioni territoriali, nel confronto con i cittadini e nelle battaglie sociali il proprio punto di riferimento.

Storico dirigente del Partito Comunista Italiano, poi protagonista della stagione del PDS, dei Democratici di Sinistra e infine del Partito Democratico, Midaglia ha vissuto da protagonista le trasformazioni della sinistra italiana, mantenendo sempre saldo il legame con la militanza e con il territorio.

La sua non è stata una politica vissuta soltanto nelle sedi istituzionali o nei momenti ufficiali. È stata soprattutto una politica fatta di presenza, di incontri, di discussioni, di ascolto e di partecipazione. Una militanza quotidiana, alimentata dalla convinzione che la politica dovesse continuare a essere uno strumento per dare voce ai bisogni delle persone, difendere i diritti e affrontare le disuguaglianze.

Negli anni Novanta ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale del Partito Democratico della Sinistra, assumendo responsabilità importanti in una stagione di profonda trasformazione della politica italiana. Un periodo complesso, nel quale la sinistra era chiamata a ridefinire la propria identità, senza disperdere il patrimonio umano, culturale e politico costruito nel corso di decenni di storia.

Midaglia ha svolto ruoli di prestigio all’interno del partito, portando con sé la conoscenza dei territori, l’esperienza della militanza e la consapevolezza delle difficoltà che viveva la provincia di Cosenza e, più in generale, la Calabria.

Il suo impegno non si fermava ai confini provinciali. Le battaglie politiche e sociali che lo hanno visto protagonista hanno trovato spazio anche nei livelli nazionali, fino a Roma, dove le questioni della Calabria e le istanze delle comunità locali avevano bisogno di essere rappresentate, sostenute e portate all’attenzione della politica nazionale.

È questo uno degli aspetti che restituiscono il valore della sua esperienza: aver mantenuto sempre un filo diretto tra il territorio e i luoghi delle decisioni, tra le esigenze concrete dei cittadini e il confronto politico nazionale.

Pietro Midaglia apparteneva a una generazione per la quale fare politica significava assumersi responsabilità, dedicare tempo alla comunità, costruire relazioni e non sottrarsi alle battaglie, anche quando erano difficili. Una generazione che ha conosciuto il valore della sezione, del dibattito, dell’organizzazione e della partecipazione popolare.

Oggi, nel momento del dolore e del ricordo, resta la testimonianza di una vita interamente dedicata all’impegno politico e civile. Resta il percorso di un uomo che ha contribuito, con il proprio lavoro e la propria militanza, alla storia della sinistra cosentina e calabrese.

La sua scomparsa non riguarda soltanto il mondo di appartenenza politica, ma una comunità più ampia che riconosce il valore di chi ha dedicato una parte importante della propria esistenza alla cosa pubblica e alle battaglie per il territorio.

La storia di Pietro resta nella memoria di una comunità e nelle battaglie di chi continua a credere che la politica, prima di tutto, debba essere servizio, passione e impegno per gli altri.