Dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato che ha sospeso lo stop alla concessione imposto da Palazzo dei Bruzi, l'opposizione in Consiglio comunale chiede conto all'Amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso. Ad intervenire è il consigliere di Fratelli d'Italia, Giuseppe D'Ippolito. «Mi domando come mai la nota con la quale è stato revocato il provvedimento è datata 16 giugno e poi obbliga alla restituzione al Cosenza Calcio il 17 agosto. Questo ha comportato un problema, tant'è che oggi il campo è il vero nodo – ha evidenziato -. Dobbiamo chiederci come e quando sarà possibile tornare a giocare al San Vito. È evidente che il Cosenza probabilmente non era interessato a mantenere il manto in condizioni ottimali, ma bisogna anche capire se era obbligato a farlo e quali sono le responsabilità del Comune sulla manutenzione».

Il terreno del Marulla dopo lo stop alla convenzione

La sospensione della gestione dello stadio da parte del Cosenza Calcio, ome spiegato da D’Ippolito, era diventata efficace il 17 agosto 2026. Il provvedimento era stato adottato dal Comune sulla base dell’incompatibilità indicata tra le attività sportive e i lavori di riqualificazione dell’impianto. Al momento non sono stati indicati i tempi necessari per ripristinare il terreno né i relativi costi. Non è quindi possibile stabilire, in assenza di una valutazione tecnica, quale intervento sarà necessario e se la spesa risulterà superiore a quella richiesta dalla manutenzione ordinaria.

Il Consiglio di Stato ha riformato l’ordinanza cautelare del Tar Calabria e sospeso il provvedimento impugnato dal Cosenza Calcio. La pronuncia riapre sul piano amministrativo la possibilità di utilizzare il Marulla. I giudici hanno infatti confermato la priorità delle esigenze di incolumità pubblica e sollecitato il Comune a valutare soluzioni alternative durante il cantiere. Tra queste figurano prescrizioni specifiche, limitazioni della capienza, separazione delle aree interessate dai lavori e una programmazione delle attività che possa garantire la continuità sportiva.

Rimangono quindi necessarie le verifiche tecniche e amministrative sulla sicurezza e sulla concreta utilizzabilità della struttura. A queste si aggiunge ora il problema delle condizioni del terreno di gioco, sul quale occorrerà intervenire prima di programmare il ritorno della squadra.

D’Ippolito: «Maggioranza ha sbagliato approccio, non era quello il metodo per sospendere la convenzione»

«In linea generale - prosegue D'Ippolito - come opposizione lo abbiamo detto fin dal Consiglio comunale, convocato su impulso di Fratelli d'Italia proprio per discutere la questione stadio e tutto ciò che riguarda l'appalto: non era quello il metodo con cui si poteva sospendere la convenzione». Al centro delle critiche resta il cronoprogramma dei lavori. Un progetto da diversi milioni di euro per il restyling del Marulla. Un cantiere che doveva già partire e che oggi è in un limbo.

«Allo stato attuale - conclude D'Ippolito - non c'è ancora il deposito del progetto esecutivo, c'è solo l'ultimo definitivo, quello che fissa i parametri generali, per cui nessuno può indicare una data di inizio lavori. Peraltro, mi pare che non ci sia neanche un direttore dei lavori: se non ricordo male, la gara per l'aggiudicazione è ancora in fase esplorativa. Quindi nessuno può dare una risposta certa». Domande che, per ora, restano senza risposta. Il Comune, dopo la nota di presa d'atto del sindaco Franz Caruso e del presidente del Consiglio Giuseppe Mazzuca, tace sui tempi. La palla passa ora agli uffici tecnici, mentre il Marulla resta un cantiere fantasma.