Tra Primavera e Under 17 diversi giovani rossoblù si sono messi in evidenza in una stagione tutt’altro che semplice. Numeri, segnali e prospettive di un gruppo che merita attenzione
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Crescere non è mai semplice. Farlo dentro una stagione attraversata da difficoltà, cambiamenti e percorsi non sempre lineari lo è ancora meno. Nel settore giovanile del Cosenza, però, anche quest’anno alcuni ragazzi sono riusciti a lasciare un segnale forte. Nonostante un contesto difficile e disorganizzato, tra Primavera e Under 17 sono emersi profili interessanti, capaci di ritagliarsi spazio, numeri e attenzione.
La Primavera rossoblù ha chiuso il proprio campionato con la salvezza nel Girone B di Primavera 2, conquistata al termine di una stagione faticosa ma formativa. L’Under 17, invece, ha sfiorato i playoff dopo una seconda parte di stagione importante, impreziosita da sei vittorie consecutive. Diversi i ragazzi che si sono fatti notare.
Il primo nome è quello di Giuliano Barbagallo. Attaccante classe 2008, è stato il miglior marcatore della Primavera del Cosenza con 6 reti. Prima punta, ma capace anche di muoversi da seconda punta, Barbagallo ha dato peso all’attacco rossoblù e ha confermato una buona attitudine alla finalizzazione. In una squadra che ha dovuto spesso fare i conti con difficoltà offensive e di continuità, i suoi gol hanno rappresentato un patrimonio importante.
Alle sue spalle, tra i realizzatori, c’è Alessandro Randazzo. Classe 2007, attaccante centrale, fisico importante, ha chiuso la stagione con 5 gol in Primavera. Randazzo è un profilo diverso da Barbagallo: più strutturato, più centravanti d’area, con caratteristiche che possono ancora essere rifinite. La continuità realizzativa non è stata sempre costante, ma il dato finale conferma la sua centralità nel reparto offensivo.
Tra i giovani più interessanti resta Adolfo Mazzulla. Classe 2008, trequartista cosentino, piede sinistro e contratto fino al 2027, ha messo insieme 4 gol in Primavera. È uno dei profili più tecnici del gruppo e ha già vissuto anche l’emozione dell’esordio in Serie C. Questo passaggio, per un ragazzo della sua età, è importante.
In mezzo al campo si è fatto notare anche Filippo Tedeschi. Centrocampista classe 2008, arrivato dal Latina Primavera nel corso della stagione, si è inserito in corsa e ha trovato spazio nel gruppo di Antonio Gatto. Il suo valore va letto soprattutto nella capacità di adattarsi rapidamente a un ambiente nuovo. Non è mai facile entrare a stagione iniziata e guadagnarsi minutaggio. Tedeschi ci è riuscito, portando equilibrio e ordine.
Il nome copertina dell’Under 17 è invece Marco Trentinella. Attaccante classe 2009, ha chiuso la stagione con numeri pesantissimi: 23 gol, 17 presenze, 8 reti decisive. Un rendimento da bomber vero, impreziosito dalla tripletta nel derby contro il Crotone che gli ha permesso di agganciare la vetta della classifica marcatori del Girone D. Trentinella non si è limitato a segnare tanto: ha inciso, ha spostato partite, ha trascinato la squadra nella rimonta della seconda parte di campionato. E ha già iniziato ad assaggiare anche la Primavera, raccogliendo presenze sotto età.
Accanto a lui, nell’Under 17, si è preso spazio Daniele Caruso. Trequartista classe 2009, capitano, giocatore di personalità e qualità tra le linee. La doppietta nel derby vinto 5-1 contro il Crotone è una delle immagini più forti della sua stagione. Caruso ha trovato anche spazio in Primavera, segnale di un percorso già aperto verso il livello superiore. È un profilo da seguire perché unisce tecnica, responsabilità e capacità di incidere negli ultimi metri.
Tra i ragazzi saliti alla ribalta c’è anche Alessandro Brusco. Classe 2009, esterno sinistro adattabile anche da difensore, è uno dei profili più duttili dell’Under 17. Il Cosenza lo ha utilizzato nel percorso degli Allievi, ma Brusco ha avuto anche un primo assaggio di Primavera. La sua particolarità è proprio questa: gamba, fascia e capacità di interpretare più ruoli. In un calcio che chiede sempre più giocatori capaci di coprire campo e funzioni diverse, può essere una caratteristica preziosa.
Non tutti arriveranno allo stesso livello, non tutti faranno lo stesso percorso. Ma il Cosenza ha il dovere di guardare a questi ragazzi con attenzione vera. Perché in una stagione complicata, nella quale emergere non era scontato, loro sono riusciti comunque a farsi vedere.

