Quattro punti nelle ultime due partite per la squadra di Masitto, reduce dal pareggio dell’Arechi. Organizzazione, densità e capacità di soffrire: ai rossoblù servirà una partita molto diversa da quella di Catania
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Lorenzo Giordano
Sabato pomeriggio il Cosenza proverà finalmente a cancellare lo zero dalla propria classifica. Dopo le sconfitte contro Audace Cerignola, Potenza e Catania, allo stadio “Ezio Scida” di Crotone arriverà la Cavese di Cristiano Masitto. Una squadra che ha cominciato il campionato in maniera diametralmente opposta rispetto ai rossoblù: dopo aver incassato una pesante sconfitta all’esordio, è stata capace di rimettersi immediatamente in piedi. Il debutto della Cavese era stato infatti traumatico. Il 21 agosto il Bari si impose per 3-0, con i campani che riescono a restare in gara per circa un’ora prima del crollo nel finale. Masitto, a fine partita, si disse insoddisfatto soprattutto per la poca cattiveria nelle due aree e per un gol subito ancora una volta sugli sviluppi di palla inattiva. La reazione è arrivata sette giorni dopo. Al “Lamberti” la Cavese ha superato per 3-1 proprio quell’Audace Cerignola che alla prima giornata aveva battuto il Cosenza. Una vittoria costruita attraverso il 3-5-2 ormai diventato il vestito abituale della squadra di Masitto: vantaggio di Cionek su calcio d’angolo, momentaneo pareggio di Gambale e poi reti di Macchi e Fusco. La Cavese, soprattutto, non si è disunita dopo l’1-1 ed ha ripreso subito il controllo della partita. La conferma arriva nel derby dell’Arechi. La prova forse più indicativa è però quella di domenica scorsa contro la Salernitana. All’Arechi la Cavese ha sofferto parecchio nel primo tempo, chiuso sotto di un gol, ma nella ripresa ha cambiato passo. Masitto ha modificato qualcosa dalla panchina, la squadra ha alzato il baricentro, aumentato pressione e aggressività e trovato al 72’ il pareggio con Peretti. Un 1-1 che ha portato i biancoblù a quota quattro punti dopo tre giornate.
Come gioca la Cavese: il 3-5-2 di Masitto
La struttura di partenza è abbastanza definita. Masitto insiste sul 3-5-2, con Cionek al centro della difesa e Peretti e Nunziata ai suoi lati. Macchi e Sava lavorano sulle corsie, mentre in mezzo il riferimento è Awua, affiancato nelle ultime gare da Visconti e Diarrassouba. L’ex Rende, tra l’altro, lo scorso anno fu vicinissimo a vestire la maglia del Cosenza. Davanti Orlando e Alberti sono stati la coppia scelta dal primo minuto sia contro il Cerignola sia all’Arechi, mentre Fusco e Fella rappresentano alternative utili a gara in corso. Quando non ha il pallone, la Cavese può abbassare i due esterni e trasformarsi in un 5-3-2 molto compatto. È successo anche contro la Salernitana: poca distanza tra i reparti, centro del campo intasato e disponibilità ad aspettare l’avversario prima di ripartire. Non è una squadra che vive soltanto dei propri attaccanti. I quattro gol segnati finora in campionato portano quattro firme diverse: Cionek, Macchi, Fusco e Peretti. Due sono arrivati da difensori e contro il Cerignola il vantaggio è nato direttamente da un calcio d’angolo. Da verificare le condizioni del portiere Valerio Boffelli. All’Arechi è stato costretto ad uscire dopo appena un quarto d’ora in seguito a un duro scontro di gioco. Gli accertamenti hanno escluso lesioni ossee, ma il calciatore ha riportato un trauma commotivo, una sublussazione temporo-mandibolare e una contusione toracica. Al suo posto ha esordito in Serie C Matteo Bertini, classe 2005.

