Il Tribunale di Cosenza ha valutato dichiarazioni e riscontri secondo i criteri previsti dall’articolo 192 (comma 3) del codice di procedura penale. Ecco i dettagli
Nelle motivazioni la descrizione di un sodalizio stabile per il traffico di droga a Cosenza: ruoli, continuità operativa e controllo del territorio tra il 2015 e il 2020
Dalle intercettazioni alla rete dei favoreggiatori: il gip ricostruisce l’indagine ma esclude, allo stato, l’esistenza di un sodalizio ’ndranghetista autonomo riconducibile a Scornaienchi
Secondo i magistrati antimafia avrebbe guidato un’associazione mafiosa armata, operativa dal 2016 sul Tirreno cosentino. Nel capo d’accusa si parla anche di soppressione dei soggetti che a tale controllo si contrapponevano
Prove insufficienti per estendere le finalità del 416 bis all’intera confederazione mafiosa cosentina. Ecco cosa hanno scritto i giudici Ciarcia, Vigna e Granata
Intercettazioni e sentenze descrivono il sistema unitario che gestiva estorsioni, stipendi e affari. Così il boss di Cosenza si era alleato con gli “zingari”
Il Tar del Lazio concede la cautelare monocratica contro il Viminale sulla revoca del programma di protezione al testimone di giustizia. L’uomo, nel processo “Testa di Serpente” aveva accusato i fratelli Abbruzzese “Banana”
Ecco cosa hanno scritto i giudici Ciarcia, Vigna e Granata nel procedimento penale contro una vasta associazione mafiosa operante tra Cosenza, Rende e Roggiano Gravina. Da “Garden” a “Rango-zingari”: la storia criminale cosentina
La Suprema Corte smonta l’impianto cautelare sull’ipotesi di estorsione mafiosa della cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio legata alle sovrafatturazioni
La relazione prefettizia ricostruisce presunti rapporti fiduciari con imprese controindicate, proroghe irregolari e gravi carenze nei controlli sugli appalti pubblici
La cattura del latitante segue quella del cognato Alessio Ricco. A loro vengono imputati gli ultimi furti e pestaggi, le estorsione ai danni di imprenditori nonché l’intimidazione alla discoteca di Sangineto mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco
Nell’inchiesta che ha portato in carcere Emanuele Apuzzo e Davide Naccarato, il pm Corrado Cubellotti individua in Rinaldo Gentile il nuovo “reggente” della cosca un tempo guidata da Ettore Lanzino e attualmente riconducibile a Francesco Patitucci