Un nuovo ospedale Hub da affiancare a una rete territoriale dedicata ad assistenza, prevenzione e presa in carico dei cittadini. È la proposta illustrata dal sindaco di Cosenza Franz Caruso durante l’iniziativa promossa dall’Asp sul nuovo modello della sanità di prossimità.

L’evento, intitolato “La Casa e l’Ospedale di Comunità: il nuovo modello della sanità territoriale tra integrazione, prossimità e presa in carico della persona”, è stato promosso dall’Azienda sanitaria provinciale guidata dal commissario straordinario Vitaliano De Salazar.

«L’ospedale Hub è una necessità»

Caruso ha confermato la necessità di realizzare un ospedale Hub moderno per il territorio cosentino, richiamando anche il confronto ancora aperto sulla sua localizzazione.

«L’ospedale Hub è una necessità per il nostro territorio. Sulla sua ubicazione possiamo essere divisi, ma siamo tutti concordi sulla necessità che venga realizzato», ha dichiarato il sindaco.

«Abbiamo bisogno di un Hub moderno ed efficiente, ma allo stesso tempo dobbiamo costruire una sanità territoriale capace di rispondere ai bisogni quotidiani delle persone».

La posizione espressa punta quindi a tenere insieme la realizzazione del nuovo polo ospedaliero e il potenziamento dei servizi sanitari vicini ai luoghi di residenza dei pazienti.

Casa e Ospedale di comunità a Cosenza

Il primo cittadino ha espresso apprezzamento per l’attivazione a Cosenza della Casa e dell’Ospedale di comunità, sottolineando il contributo dei diversi livelli istituzionali.

«Casa e Ospedale di comunità non sono la panacea di tutti i problemi della sanità, ma rappresentano un buon inizio», ha affermato Caruso.

Secondo il sindaco, il risultato è stato raggiunto attraverso la collaborazione tra Regione, Comune, Asp, Università e amministratori del territorio. Caruso ha ricordato anche l’impegno del Comune per rendere disponibile l’immobile destinato ai due presidi, nonostante le difficoltà finanziarie dell’Ente.

I corsi universitari nel centro storico

Nel corso dell’intervento, Caruso ha collegato il nuovo modello sanitario anche all’attivazione nel centro storico dei corsi universitari di Scienze infermieristiche e Scienze motorie.

«Non sono soltanto due nuovi corsi universitari, ma il risultato di una collaborazione che ci ha consentito, dopo cinquant’anni, di riportare l’Università della Calabria nel cuore della città», ha sostenuto il sindaco.

Per il primo cittadino, la formazione infermieristica è collegata alle professionalità necessarie per l’assistenza domiciliare e di comunità, mentre Scienze motorie può contribuire alle attività di prevenzione e promozione della salute.

«È questa la direzione che dobbiamo seguire: Università, formazione, prevenzione e sanità devono camminare insieme».

Il ringraziamento al personale sanitario

Caruso ha rivolto un ringraziamento a medici, infermieri, operatori sociosanitari e agli altri lavoratori del comparto per l’attività svolta durante l’emergenza Covid e negli anni successivi.

«Non si costruisce una sanità migliore soltanto costruendo nuovi edifici. Si costruisce assumendo personale, garantendo servizi e mettendo in rete le competenze», ha dichiarato.

Il sindaco assegna ai Comuni una funzione di raccordo tra bisogni sociali e servizi sanitari: «Il ruolo dei Comuni deve essere quello di essere sentinelle del territorio, promotori dell’integrazione e interlocutori forti delle istituzioni sanitarie».

La proposta per Cosenza e la Calabria

L’intervento si è concluso con una serie di richieste rivolte alla programmazione sanitaria provinciale e regionale un nuovo ospedale Hub; Case della comunità pienamente operative; maggiore assistenza domiciliare; integrazione tra servizi sanitari e sociali; incremento del personale.

«La vera sanità di prossimità è quella che arriva prima dell’emergenza. È quella che non lascia sola una famiglia, che accompagna un anziano dopo una dimissione e permette a una persona fragile di essere curata vicino casa», ha concluso Caruso.