Riaprire il Planetario di Cosenza e affiancargli un Museo della Scienza, coinvolgendo l’Università della Calabria e il sistema scolastico. È la proposta avanzata da Giacomo Mancini, componente della Direzione del Pd Calabria e già parlamentare socialista.

Il progetto prospettato dall’esponente politico punta a inserire il recupero della struttura in un programma più ampio, denominato “Cosenza Città della Conoscenza”, dedicato alla divulgazione scientifica, all’innovazione e alla rigenerazione urbana dell’area di Gergeri.

«Riaprire il Planetario è il minimo. La nostra ambizione è più grande: partire da quella struttura oggi completamente abbandonata per realizzare un Museo della Scienza, costruito insieme all’Università della Calabria, e fare di Cosenza una Città della Conoscenza», afferma Mancini.

Un museo interattivo rivolto alle nuove generazioni

Secondo Mancini, la sola riapertura del Planetario non sarebbe sufficiente a valorizzare pienamente la struttura, realizzata attraverso un investimento pubblico che lo stesso esponente del Pd quantifica in diversi milioni di euro.

«Limitarsi a prometterne la riapertura significherebbe accontentarsi di ripristinare ciò che Cosenza avrebbe dovuto avere almeno da cinque anni. Noi vogliamo fare uno scatto in più e restituire alla città quella voglia di primeggiare che per troppo tempo sembra avere smarrito», sostiene.

La proposta prevede la realizzazione di un museo moderno e interattivo, con spazi dedicati ad astronomia, ambiente, tecnologia, intelligenza artificiale e attività scientifiche.

«Immaginiamo un luogo nel quale astronomia, ambiente, tecnologia, intelligenza artificiale e laboratori scientifici possano convivere e nel quale bambini e ragazzi non siano semplicemente visitatori, ma possano sperimentare, giocare, conoscere e imparare», spiega Mancini.

Il museo, nelle intenzioni illustrate, dovrebbe essere aperto a scuole e famiglie e valorizzare le competenze scientifiche e di ricerca presenti nell’Università della Calabria.

La proposta per la rigenerazione di Gergeri

Il progetto non riguarderebbe soltanto il Planetario. Mancini propone di utilizzare il polo scientifico come punto di partenza per ripensare l’intera area di Gergeri attraverso nuove funzioni culturali, sportive, sociali e residenziali.

«La presenza del Planetario e del futuro Museo della Scienza può diventare il fulcro intorno al quale rigenerare Gergeri e trasformarlo in un quartiere residenziale moderno, verde e inclusivo, costruito intorno alla scienza, all’innovazione, allo sport e ai giovani», dichiara.

L’ipotesi comprende spazi verdi, servizi e luoghi destinati allo sport e alla socialità. Si tratta, allo stato, di una proposta politica: nel documento non sono indicati un piano finanziario dettagliato, un cronoprogramma o accordi già formalizzati con l’Università della Calabria.

Mancini afferma comunque che sarebbero stati analizzati modelli già sperimentati in altre città e individuati possibili canali di finanziamento. «Non è un libro dei sogni: è un progetto concreto e sappiamo come farlo», sostiene.

Il rapporto tra Cosenza e l’Unical

La proposta viene inserita in una visione di sviluppo fondata su un rapporto più stretto tra Cosenza, università, scuole e sistema della ricerca.

«Università, ricerca, scuole, innovazione e città devono tornare a parlarsi. Una città che perde giovani si impoverisce; una città capace di offrire loro conoscenza, opportunità e luoghi nei quali costruire il proprio futuro torna invece ad essere attrattiva», afferma Mancini.

«Il Planetario è il punto di partenza, il Museo della Scienza è il progetto, Cosenza Città della Conoscenza è la nostra ambizione. Oggi davanti a quella struttura c’è un lucchetto. Noi vogliamo che proprio da lì Cosenza ricominci a costruire il proprio futuro», conclude.