La Cassazione annulla senza rinvio le sentenze di Marsala e Palermo sulle presunte false dichiarazioni rese dall’ex pm del caso Denise Pipitone. Accolte le censure della difesa
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La Corte di Cassazione, Sesta Sezione penale, ha annullato senza rinvio le decisioni con cui il Tribunale di Marsala e la Corte d'Appello di Palermo avevano condannato Maria Angioni per false dichiarazioni al pubblico ministero. La vicenda riguarda le sommarie informazioni rese nel 2021 all’allora procuratore di Marsala Roberto Piscitello nell’ambito del procedimento sulla scomparsa di Denise Pipitone, del quale Angioni si occupò come sostituto procuratore nel 1994.
Secondo la Suprema Corte, le censure avanzate dalla difesa hanno trovato pieno accoglimento, determinando l’annullamento definitivo delle pronunce di condanna. «La Corte – con onestà intellettuale e indipendenza di giudizio – ha riconosciuto la fondatezza delle nostre contestazioni», afferma l’avvocato Stefano Giordano, difensore di Angioni insieme all’avvocato Giovan Battista Lauricella.
I difensori parlano di un impianto accusatorio «gravemente viziato», costruito dalla Procura di Marsala con «violazioni procedimentali rilevanti» nei confronti di una magistrata che aveva osato mettere in discussione l’operato della Polizia Giudiziaria dell’epoca. Con la decisione depositata oggi, la Cassazione ha «completamente smontato» quel percorso, ponendo fine alla vicenda giudiziaria e restituendo alla magistrata un pieno proscioglimento.

